martedì, Agosto 4, 2026
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Il Palazzo di Putin sul Mar Nero, “uno Stato separato dentro la Russia”

AGI – Il Palazzo di Putin appare come “uno Stato separato dentro la Russia”, sulle rive del Mar Nero grande quanto “39 Principati di Monaco”, protetto da una no fly zone, dotato di un bunker (con accesso al mare), di un eliporto, di una pista da hockey e pure di un allevamento di ostriche. Costato un miliardo di euro, il complesso blindato (e di lusso) sarebbe il frutto della “tangente più grande della storia”.  Così Alexey Navalny (il più tenace oppositore dello Zar, morto a 47 anni nel 2024) rivelò al mondo, con una mega inchiesta la Versailles segreta dello Zar.

Droni ucraini vicino al regno di Putin, morti e feriti 

Ora il palazzo principesco di 14 mila metri quadrati vicino a Gelendzhik, regione di Krasnodar, torna in stato di allerta dopo l’attacco di droni ucraini – avvenuto lunedì 3 agosto – nello stesso territorio della Russia meridionale. 

“Il Palazzo di Putin è la zona più protetta della Russia”

L’inchiesta fu pubblicata nel 2021 quando l’attivista russo, arrestato appena ritornato a Mosca, era incarcerato in Siberia dopo essere sopravvissuto per miracolo a un avvelenamento. “E’ il complesso più riservato e ben protetto in Russia. Una città intera, anzi, un regno”, le parole di Navalny. 

La fortezza con piscina, sauna e casinò

Secondo quanto svelato da Navalny nella sua inchiesta – definita un “disco rotto” e smentita dal Cremlino – il Palazzo di Putin è una sorta di fortezza di lusso alta tre piani.  Il piano terra è zona relax con tanto di piscina, saune, hammam, una palestra, un casinò e pure una pole dance. Il mobilio è in stile italiano. Poi i divani di pelle (in tutto 47) di cui uno del valore di un paio di milioni di rubli. E un cancello con in evidenza l’aquila bicipite,  dell’ingresso del Palazzo d’Inverno nel film “Ottobre” di Serghej Eisenstein.

La pista dei soldi 

Secondo l’attivista l’esistenza del Palazzo di Putin fu rivelata per la prima volta (nel 2001) da un ex uomo di fiducia dello Zar poi fuggito all’estero. Allora il Cremlino sostenne che Putin aveva commissionato la costruzione della cittadella ma poi il progetto fu interrotto perché fu acquistata da un uomo di affari. “Tutte sciocchezze”: Navalny  attraverso la pista dei soldi, elenca una serie di prestanome e teste di legno per arrivare proprio al capo del Cremlino

La chiesa ortodossa e l’eliporto

Il palazzo di Putin è così decritto come una reggia blindata circondata da 7.500 ettari di parco. C’è un eliporto, una chiesa ortodossa (comprata in Grecia e riassemblati in Russia), un porto, un “check-point” alle frontiere, un’area marina interdetta alle navi. E soprattutto un manipolo di uomini della FSB (i servizi segreti russi) che sorvegliano la cittadella giorno e notte. Insomma per il più noto oppositore dello Zar il Palazzo è  “uno Stato separato dalla Russia e in questo Stato c’è un unico e insostituibile re, Putin”. 

 

 

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