martedì, Agosto 4, 2026
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Trentotto anni fa moriva Marisa Bellisario: il premio e l’eredità

AGI – Il 4 agosto 1988, a soli 52 anni, ci lasciava Marisa Bellisario, la prima donna amministratore delegato in Italia e pioniera della presenza femminile ai vertici delle aziende. Ma, come enfatizza Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, in 38 anni “Marisa non è finita, si è moltiplicata”. E lo ha fatto, nel concreto, attraverso un premio (la ormai celebre Mela d’oro) che viene assegnato ogni anno a donne distinte per professionalità, merito e leadership nel lavoro, nella scienza, nell’economia e nell’informazione.

Donne che scelgono di mettersi in gioco, di assumere responsabilità, di guidare imprese, istituzioni, o organizzazioni, rompendo stereotipi e aprendo nuove strade. Tra queste, anche la direttrice di AGI, Rita Lofano, premiata nel 2025 per il suo contributo nel mondo dell’informazione.

Ma nonostante tutto, osserva Costa, “ogni volta che il nome di Marisa Bellisario torna a essere pronunciato, torna una domanda: quanto ancora deve cambiare perché il talento di una donna non debba più essere considerato un’eccezione, ma semplicemente talento?”

Chi era Marisa Bellisario

Laureata in Economia e Commercio all’Università di Torino, iniziò la carriera nell’Olivetti, per poi proseguire negli Stati Uniti con Honeywell. Tornata in Italia, nel 1981 fu nominata amministratrice delegata di Italtel, diventando una delle prime donne a guidare una grande azienda italiana e guidando il risanamento e il rilancio in una fase di profonda trasformazione del settore delle telecomunicazioni. Convinta sostenitrice del ruolo dell’innovazione come leva di sviluppo e dell’accesso delle donne ai vertici decisionali, dal 1984 fece parte della Commissione nazionale per la parità tra uomo e donna.

Il premio

Sono quasi 500 le donne che nel corso degli anni hanno ricevuto la Mela d’oro, tra manager, imprenditrici, professioniste, ricercatrici, giornaliste, attrici.

Il premio nasce nel 1989 su idea di Lella Golfo, istituisce il Premio Bellisario, un riconoscimento che ogni anno viene assegnato alle donne che si distinguono nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia, nel sociale, nella cultura e nell’informazione, nello spettacolo e nello sport, sia a livello nazionale che internazionale.

Le categorie cambiano nel tempo con il cambiare della società e dell’economia ma alcune rimangono costanti nel corso di questi anni.

  • Management
  • Imprenditoria
  • Istituzioni
  • Informazione
  • Spettacolo
  • Internazionale
  • Germoglio d’Oro
  • Neo laureate
  • Speciali

Tra le innovazioni più rilevanti ci sono i Premi alle aziende oggi diventati ben due:

  • Woman Value Company
  • Women Empowerment Company

Il primo dedicato alle Piccole e Medie Imprese in collaborazione con Intesa Sanpaolo, il secondo riservato alla società quotate. Entrambi sono rivolti alle Aziende che si siano distinte nel campo della parità di genere, sia con politiche e strategie di sviluppo e promozione delle carriere femminili sia con azioni innovative ed efficaci di welfare aziendale.

A decretare le vincitrici è un’apposita Commissione esaminatrice, attualmente presieduta da Gianni Letta e Lella Golfo, e composta da autorevoli rappresentati del mondo dell’economia, delle istituzioni e dell’informazione.

La Commissione vaglia le tantissime candidature – frutto di segnalazioni e del lavoro di raccolta dalla stampa nazionale e internazionale – e dopo ben sei mesi di riunioni arriva a scegliere le Mele d’Oro.

Le neolaureate, invece, vengono candidate dalle Università italiane – con cui la Fondazione Marisa Bellisario intrattiene rapporti consolidati – e selezionate da una rosa di Aziende individuata ogni anno tra le più “interessate” all’individuazione di profili tecnici femminili.

Il Premio Woman Value Company, infine, nasce dalla candidatura tramite i canali di comunicazione di Intesa Sanpaolo (oltre 600 candidature nel 2016-17) e dal lungo e impegnativo lavoro di selezione portato avanti dall’Istituto bancario e infine vagliato dalla Commissione esaminatrice.

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