AGI – “Carenza” di missili in Usa. Gli Stati Uniti hanno usato in Iran “praticamente tutti” i missili di precisione a lungo raggio Atacms e Prsm, e poco meno della metà dei loro Tomahawk. A riferirlo è stata l’agenzia britannica Reuters che ha citato tre fonti qualificate.
In Usa carenza di scorte di missili
La riduzione delle scorte è da settimane tema di dibattito negli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump che ha più volte smentito: “Abbiamo più armamenti di quanti ce ne servono”, ha detto anche di recente. Ma gli esperti sono di avviso diverso, secondo quanto riportato dalla Reuters.
I missili di precisione
Fino a oggi, non era stato rivelato fino a che punto negli ultimi cinque mesi si sia ridotto l’arsenale di missili di precisione terra-terra, che costano circa 1 milione di dollari ciascuno. Gli Atacms (Army Tactical Missile Systems) hanno svolto un ruolo chiave anche nella guerra in Ucraina permettendo alle forze di Kiev di attaccare obiettivi all’interno della Russia.
La nuova generazione di missili
I PrSM (Precision Strike Missiles) sono una generazione più recente e avanzata di missili, destinati a sostituire gli Atacms che hanno una gittata più breve. Le fonti non hanno voluto rivelare quanti pezzi restino nei magazzini del Pentagono, ma il timore è che in caso di una nuova offensiva su vasta scala gli Usa dovrebbero fare affidamento sui caccia per bombardare in territorio iraniano, con missioni più pericolose per i militari.
Le scorte Usa dislocate in altre aree
Secondo una quarta fonte, il Comando centrale che sovrintende alle operazioni in Medio Oriente è riuscito a ripristinare le dotazioni dei missili terminati attingendo a scorte dislocate in altre aree. Ma questo significa che Washington potrebbe trovarsi in difficoltà se si aprisse un nuovo fronte, per esempio in Asia.



