mercoledì, Agosto 5, 2026
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Tumori, scoperto ‘l’interruttore’ per ‘spegnere’ le difese del corpo

AGI – I ricercatori della Mayo Clinic hanno identificato una proteina che le cellule tumorali utilizzano per sopprimere la risposta immunitaria dell’organismo, una scoperta che potrebbe aiutare gli scienziati a sviluppare nuovi trattamenti in grado di rendere più efficaci le immunoterapie contro il cancro.

Pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, lo studio identifica un ruolo finora sconosciuto per una proteina chiamata TRAILshort, che agisce come un interruttore di spegnimento del sistema immunitario. I ricercatori hanno scoperto che TRAILshort impedisce alle cellule T – le principali cellule del sistema immunitario deputate alla lotta contro il cancro – di riconoscere e distruggere le cellule tumorali e quelle infettate da virus.

Come agisce la proteina TRAILshort?

Nei modelli preclinici, il blocco della proteina ha ripristinato l’attività delle cellule T e migliorato la risposta immunitaria. I ricercatori hanno anche scoperto che TRAILshort riduce l’efficacia della terapia con cellule T con recettore chimerico per l’antigene (terapia con cellule CAR-T), una delle forme più avanzate di immunoterapia contro il cancro. I loro risultati suggeriscono che le terapie progettate per bloccare TRAILshort potrebbero migliorare il trattamento con CAR-T e potenzialmente apportare benefici ad altre terapie oncologiche basate sull’immunoterapia.

I ricercatori della Mayo Clinic hanno scoperto TRAILshort per la prima volta quasi 15 anni fa, durante uno studio sull’HIV. Nel 2020, hanno scoperto che anche le cellule tumorali producono questa proteina, ma il meccanismo con cui sopprime l’attività delle cellule T rimaneva sconosciuto. Questo nuovo studio ne svela il meccanismo per la prima volta. 

I tumori più predisposti alla proteina

I ricercatori hanno riscontrato livelli elevati di TRAILshort nel melanoma, nei tumori del polmone, della mammella, del pancreas e dell’ovaio, nonché nel linfoma di Hodgkin. Livelli elevati sono stati riscontrati anche in malattie infettive, tra cui Covid-19, tubercolosi ed epatite C. Utilizzando anticorpi altamente specifici e modelli preclinici ingegnerizzati, il team ha scoperto che TRAILshort attiva SHP-1, una proteina che agisce come un freno molecolare, bloccando le cellule T prima che possano attaccare le cellule malate. “Questo è il primo studio a dimostrare che TRAILshort non si limita a bloccare la morte cellulare, ma agisce anche come molecola di segnalazione che sopprime direttamente l’attività delle cellule T – afferma Shahrzad Jalali, Ph.D., ricercatore presso la Mayo Clinic e autore principale dello studio – Ciò rivela un ruolo completamente nuovo per la proteina nella regolazione della risposta immunitaria”.

Le possibili terapie

I risultati suggeriscono diverse potenziali applicazioni terapeutiche. I ricercatori hanno scoperto che TRAILshort riduceva significativamente la capacità della terapia CAR-T di controllare i tumori nei modelli preclinici. Il blocco della proteina ha ripristinato l’attività immunitaria, suggerendo che prenderla di mira potrebbe rappresentare una nuova strategia per migliorare la terapia CAR-T e altre immunoterapie. I ricercatori ritengono inoltre che TRAILshort potrebbe fungere da biomarcatore per identificare i tumori con maggiori probabilità di rispondere alle terapie mirate.

“Scoprire il ruolo di TRAILshort e il modo in cui inibisce le cellule CAR-T apre la strada a una nuova strategia terapeutica per migliorarne l’attività – afferma Saad Kenderian, MB Ch.B., oncologo presso il Mayo Clinic Comprehensive Cancer Center e coautore dello studio – questo è un passo importante nel nostro impegno per rendere la terapia CAR-T più efficace per i pazienti affetti da tumore”. Oltre al cancro, i ricercatori affermano che TRAILshort potrebbe in futuro fornire un modo per ridurre selettivamente l’attività immunitaria dannosa nelle malattie autoimmuni o nei trapianti, senza sopprimere in modo generalizzato il sistema immunitario.

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