AGI – Il deputato di ‘Futuro Nazionale con Vannacci’ Edoardo Ziello, in Aula alla Camera, annunciando il voto contrario di Fnv alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha compiuto un gesto dal sapore antico: ha mostrato un cappio e i deputati vannacciani hanno esposto dei cartelli con la scritta ‘No Safe’.
“Noi non saremo mai complici della svendita della sovranità economica e finanziaria del nostro Paese perché, di fatto, voi state mettendo un pericoloso cappio al collo nei confronti dell’Italia“, ha detto Ziello.
Il primo ‘cappio’ trentatré anni fa
Il cappio – comparso nel ’93, in piena Tangentopoli, per iniziativa del leghista Luca Leoni Orsenigo e riaffacciatosi oggi, a 33 anni di distanza per mano di un deputato a sua volta ex leghista, e ora vannacciano – è senz’altro quello più angosciante ma non è certo l’unico corpo estraneo che ha animato le sedute di Camera e Senato. L’aneddotica è ricca e quanto mai varia e una piccola rassegna dei precedenti svaria dai generi alimentari fino ai sassi, nell’arco delle legislature.
Manette, minicassaforte e pietre
Per dire, nel maggio scorso è toccato alle manette, usate da Roberto Giachetti per legarsi allo scranno a Montecitorio per protestare contro lo stallo in Vigilanza Rai. Manufatto acquistato in un sexy shop, aveva peraltro precisato non senza ironia il deputato Iv, che viene dal Partito Radicale di Marco Pannella, perché non altrimenti reperibile per un cittadino, ancorché deputato. Solo pochi giorni fa tocca invece alla minicassaforte che i deputati M5s mostrano in pieno emiciclo per protestare contro quella vera in cui erano rimaste le chat di Delmastro. E che dire delle pietre del letto del fiume Adige mostrate, sempre alla Camera, da Angelo Bonelli per richiamare al dramma dell’emergenza climatica?
Mortadella, sveglia e spigola
Si cambia decisamente registro il 24 gennaio 2008 quando il senatore di An Nino Strano – scomparso tre anni fa – saluta in Aula a Palazzo Madama la caduta del secondo governo Prodi pasteggiando con il collega Domenico Gramazio a mortadella – in scherno al nomignolo dato al Professore per le sue origini bolognesi – e champagne. Torniamo a tempi più recenti, il 19 novembre 2025 Chiara Appendino esibisce in Aula alla Camera una sveglia per dire al governo che “è ora di svegliarsi”. Il primo aprile 2014 invece fu ‘solennizzato’ dando corpo alla tradizione che lo accompagna, nel senso che il deputato leghista Gianluca Buonanno – scomparso nel 2016 – sventolò una spigola in carne e lisca prima di essere espulso, insieme al pesce d’aprile. Poi una volta entrò un fantasma in Aula a Montecitorio (Riccardo Magi, nel maggio 2025, per protestare contro il silenzio sui referendum) ma questa, come si dice, è un’altra storia.



