giovedì, Agosto 6, 2026
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Intesa tra Iran e Oman su Hormuz. “Trump contro Hegseth sulla carenza di missili”

AGI – Mentre Iran e Oman annunciano come imminente l’accordo per la navigazione a Hormuz e Trump minaccia nuovi bombardamenti se lo Stretto “non riaprirà presto”, lo stesso presidente americano ha smentito che le forze americane soffrano di carenza di munizioni e ha accusato di “tradimento” chi ha messo in giro queste voci.

Islamabad: “Iran e Stati Uniti riprendano a dialogare” 

Intanto il Pakistan spera che un accordo sullo Stretto di Hormuz porti alla ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, in base a un memorandum d’intesa mediato da Islamabad. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri. “Ci auguriamo che l’accordo sullo Stretto apra la strada alla prosecuzione del dialogo, in particolare alla ripresa dei colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri, Tahir Andrabi.

Trump smentisce la carenza di munizioni

“Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di ‘munizioni‘, soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessità”, ha scritto Trump su Truth Social, “le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese”.

“I traditori saranno braccati”

“Gli ‘spifferatori’ di queste dichiarazioni da traditori stanno venendo braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!”, ha aggiunto il presidente americano. Il riferimento è all’articolo della Nbc secondo cui, durante un recente incontro a Camp David, Trump avrebbe strigliato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, accusandolo di avergli nascosto il reale stato delle scorte di munizioni statunitensi, che starebbe limitando le opzioni di Washington in Iran. Hegseth, a sua volta, hanno riferito fonti ben informate a Nbc, avrebbe scaricato la responsabilità sul suo vice, Stephen Feinberg.

La versione della Casa Bianca

Una ricostruzione analoga è stata fornita da un articolo del Washington Post che la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito. “Ero a Camp David con il presidente Trump e il segretario Hegseth”, ha affermato Leavitt, “questo non è letteralmente mai successo, e lo abbiamo ripetutamente comunicato al Washington Post”.

“Questa str… è stata rivenduta a molte testate da qualcuno chiaramente intenzionato a screditare il segretario, per chissà quale ragione”, ha aggiunto la portavoce, “purtroppo per loro, il presidente ama il segretario e crede che stia facendo un lavoro eccellente. Bufale!”.

Il quotidiano riportava che Trump avrebbe chiesto spiegazioni sul perché gli fossero state date informazioni sbagliate sulla quantità di missili guidati a lungo raggio e intercettori antiaerei a disposizione. Secondo il Washington Post, l’insufficiente quantità di munizioni avrebbe influenzato la decisione di Trump di non lanciare ulteriori attacchi su larga scala contro l’Iran.

Trump: “Con l’Iran stiamo parlando” 

 Durante un comizio in Nevada, il presidente degli Stati Uniti, ha affermato di preferire un accordo con l’Iran alla prosecuzione delle ostilità in quanto non vuole “uccidere gente”. “Preferisco fare un accordo con l’Iran perché non voglio uccidere gente. L’Iran ci rispetta. Ci rispettano. Stiamo parlando. Vediamo che succede”, ha concluso Trump. 

Vance: “In Iran la partita è complessa” 

Gli Stati Uniti sono “nel mezzo” di una partita “complessa” con l’Iran. Lo ha dichiarato a Fox News il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che si è mostrato ottimista su una soluzione positiva del conflitto ma, allo stesso tempo, non è sembrato prevedere una conclusione rapida della crisi.

“Sarà un processo complesso e ci vorrà del tempo per arrivarci”, ha affermato Vance, “i prezzi del petrolio scenderanno e rimarranno bassi. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare e gli Stati Uniti saranno in una posizione più forte, ma siamo un po’ nel mezzo della partita e penso che la gente stia cercando di prevedere esattamente come andrà a finire”. “Posso dirvi con certezza che la situazione si risolverà in modo positivo per gli Stati Uniti d’America, ma useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione, militari, economici, diplomatici, per assicurarci di portare questa vicenda alla giusta conclusione”, ha concluso il vicepresidente americano.

In salita i colloqui tra Iran e Usa 

Il vicepresidente statunitense ha definito gli iraniani “persone straordinariamente difficili” e i colloqui un processo complesso e discontinuo. “Prima di tutto, se vogliono che mi assuma la responsabilità dello sforzo per portare questa guerra a una conclusione positiva, sono felice di farlo”, ha premesso Vance, ritenuto tra gli esponenti dell’amministrazione Usa meno favorevoli a un’escalation.

 

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