giovedì, Agosto 13, 2026
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Cuba celebra i 100 anni di Fidel Castro nel mezzo della sua crisi più profonda

AGI – A cento anni dalla nascita di Fidel Castro (1926-2016), i cubani si interrogano su cosa resti delle promesse della rivoluzione socialista guidata dal “Lider Maximo” per quasi mezzo secolo e sulla capacità dei suoi successori di affrontare una delle crisi più profonde nella storia dell’isola.

Fidel Castro e Cuba, un rapporto complesso

Da giorni il Partito comunista cubano celebra Castro, che ha guidato Cuba dal 1959 al 2008, con mostre, concerti e conferenze. Il centenario cade però mentre il Paese, con 9,4 milioni di abitanti, è alle prese con gravi carenze di cibo e acqua e croniche interruzioni dell’elettricità.

Per molti cubani le difficoltà attuali rendono ancora più evidente l’assenza del leader rivoluzionario, morto dieci anni fa.

Il ricordo dei sostenitori

Prima di sistemare alla finestra il ritratto di Castro, Leonel Suarez lo bacia. Cinquantaquattro anni, da tempo colleziona cimeli legati al leader cubano. Se fosse ancora vivo, “Fidel avrebbe una strategia in questo momento”, sostiene.

Ma la crisi è talmente profonda che, quando recentemente un turista gli ha offerto 100 dollari per una fotografia del suo eroe, Suarez ha accettato di venderla. “Bisogna pur vivere”, spiega.

I sostenitori di Castro lo ricordano come l’uomo che guidò Cuba attraverso invasioni sostenute dagli Stati Uniti, embargo, tentativi di assassinio e la durissima crisi seguita al crollo dell‘Unione Sovietica, principale alleato e sostenitore economico dell’isola. “Fidel non c’è più e nessuno ha le capacità che aveva Fidel”, afferma Rogelio Valdivia, 54 anni, nella sua officina di verniciatura e carrozzeria dell’Avana Vecchia. “Sono nato durante la Rivoluzione e grazie a essa ho potuto trovare la mia strada“, racconta, rimpiangendo la leadership di Castro.

I dubbi dei disillusi 

Tra quanti avevano sostenuto la Rivoluzione cresce però anche la disillusione.

Angela Gutierrez, 86 anni, dice di sentirsi “delusa” dalla direzione presa dal Paese. “Perchéinterrompono cosi’ tanto la corrente?”, si domanda dopo aver attraversato diversi banchi di un mercato senza poter comprare nulla a causa dei prezzi troppo alti. “Stanno distruggendo” la vita delle persone, lamenta. Gutierrez appartiene alla generazione cresciuta sotto Castro e che ha beneficiato dell’accesso gratuito alla sanità e all’istruzione promosso dalla Rivoluzione, conquiste che oggi, secondo molti cubani, si sono fortemente deteriorate.

I detrattori e l’eredità del castrismo

Per i detrattori di Castro, invece, il problema non è la sua assenza ma l’eredita’ lasciata dal suo sistema.

Manuel Cuesta, storico di 63 anni e attivista dell’opposizione, ricorda di aver visto da giovane Fidel come un “redentore“. Con il passare degli anni, racconta, quell’immagine è svanita mentre la realtà della vita sull’isola si allontanava dalle promesse rivoluzionarie.

Oggi, sostiene Cuesta, il deterioramento delle condizioni di vita porta molti cubani a considerare Castro “il responsabile originario di questa catastrofe nazionale”. Anche Hassan Perez, storico, ex dirigente studentesco e stretto collaboratore di Castro, riconosce che il centenario arriva nelle “condizioni più complesse che si possano immaginare”. Il patto sociale costruito dalla Rivoluzione, ammette, “si è eroso” negli ultimi anni.

Per decenni lo Stato cubano ha garantito protezione sociale in cambio di disciplina politica; oggi sempre più cittadini si chiedono se quell’equilibrio esista ancora. Nonostante le difficoltà, per una parte della popolazione l’affetto verso Fidel resiste. Mildred Barreto, 66 anni, addetta alle pulizie, riconosce che la vita quotidiana è diventata una lotta continua. Ma assicura: “Con il nostro comandante non era cosi'”. 

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