AGI – I delfini tursiopi della costa orientale dell’Australia utilizzano grandi conchiglie vuote come strumenti per catturare i pesci e i piccoli potrebbero imparare questa particolare tecnica di caccia osservando le proprie madri.
A documentare per la prima volta scientificamente il comportamento lungo la costa del Queensland sono stati Alexis Levengood della University of the Sunshine Coast e colleghi, che hanno filmato due distinti episodi nel Great Sandy Marine Park, al largo di Hervey Bay, tra i mesi di luglio e ottobre 2025.
Come funziona lo ‘shelling’?
In una delle osservazioni, una femmina adulta e il suo piccolo hanno utilizzato la stessa conchiglia in successione, fornendo quella che i ricercatori considerano una prima possibile evidenza di trasmissione sociale materna di questo comportamento. I risultati sono pubblicati sulla rivista Marine Mammal Science. La tecnica è conosciuta come ‘shelling’. Il delfino insegue un pesce fino a spingerlo all’interno di una grande conchiglia vuota, quindi porta la conchiglia in superficie e la scuote in modo da far scivolare la preda direttamente nella propria bocca. Finora l’unica evidenza scientifica pubblicata di questo raro comportamento riguardava una specie di delfino osservata a Shark Bay, nell’Australia occidentale.
Le nuove registrazioni mostrano che la stessa tecnica viene utilizzata anche da delfini che vivono sul lato opposto del continente. “Eravamo su una barca da ricerca al largo di Hervey Bay quando abbiamo visto un delfino sollevare qualcosa di grande fuori dall’acqua. Ho iniziato a urlare perché so che aspetto ha lo shelling”, ha raccontato Levengood, esperta di comportamento animale e mammiferi marini e prima autrice dello studio. “Siamo riusciti a registrare filmati e scattare fotografie dei delfini mentre praticavano lo ‘shelling’ nel Great Sandy Marine Park, e questa è la prima documentazione pubblicata del comportamento sulla costa orientale dell’Australia”.
La trasmissione di madre in figlio
Uno dei due studi ha offerto agli scienziati un ulteriore elemento: una femmina adulta e il suo piccolo sono stati entrambi osservati mentre manipolavano la conchiglia, suggerendo che la tecnica possa essere appresa attraverso l’osservazione della madre. “Abbiamo visto la madre emergere con una conchiglia, il pesce al suo interno è scappato e il delfino ha lasciato cadere la conchiglia per inseguire il pesce”, ha riferito Levengood. “Poi, pochi minuti dopo, il piccolo ha raccolto la conchiglia e l’ha tenuta nello stesso modo della madre”. Secondo gli autori, la sequenza costituisce una possibile evidenza di trasmissione sociale verticale, il processo attraverso il quale la prole acquisisce un comportamento osservando le azioni della madre.
L’interpretazione dovrà essere verificata con ulteriori osservazioni, ma potrebbe modificare la comprensione delle modalità attraverso le quali questa particolare tecnica si diffonde nelle popolazioni di delfini. “Il nostro filmato fornisce la prima potenziale evidenza di trasmissione sociale materna”, ha detto Levengood. “Mette in discussione l’idea che i delfini apprendano questo uso degli strumenti dai loro pari”. Le osservazioni più recenti non sembrano inoltre rappresentare la prima comparsa dello ‘shelling’ nella popolazione del Queensland. Dopo la scoperta, i ricercatori hanno appreso che il comportamento era già stato fotografato durante escursioni in barca organizzate da Blue Dolphin Marine Tours nel 2013 e nel 2019. Queste testimonianze indicano che la tecnica potrebbe essere presente nella popolazione da più tempo di quanto inizialmente ipotizzato, senza essere stata riconosciuta scientificamente a causa della limitata attività di ricerca condotta nella regione.
Una tecnica diffusa in tutta l’Australia
“I nostri avvistamenti nel Queensland mostrano che delfini sui lati opposti dell’Australia hanno imparato a utilizzare strumenti esattamente nello stesso modo, indipendentemente gli uni dagli altri”, ha sottolineato Levengood. Gli autori ritengono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio le caratteristiche dello ‘shelling’, stabilire con maggiore precisione come il comportamento venga trasmesso tra gli individui e studiarne le possibili relazioni con ecologia, cognizione, cultura ed evoluzione. “C’è ancora molto che non sappiamo e molte domande che speriamo di poter porre e alle quali potremo rispondere con il tempo”, ha detto Levengood.
Una migliore comprensione dello ‘shelling’ e dell’uso di strumenti negli animali non umani, secondo la ricercatrice, potrebbe contribuire anche allo studio dell’evoluzione di comportamenti complessi. Le due osservazioni realizzate nel Great Sandy Marine Park forniscono quindi una nuova documentazione dell’uso di strumenti nei mammiferi marini e indicano che la stessa soluzione per catturare le prede può emergere in popolazioni geograficamente distanti. La presenza contemporanea della madre e del piccolo durante uno degli episodi offre inoltre un’indicazione, ancora da confermare, sul possibile ruolo dell’apprendimento materno nella conservazione e nella trasmissione di questa particolare tecnica di caccia.



