AGI – Nel 2026 oltre 5.300 euro pro capite per l’abitazione e 1.829 euro per energia, gas e combustibili. In trent’anni i prezzi dei consumi obbligati sono cresciuti oltre il doppio rispetto a quelli dei consumi commercializzabili, con un aumento top per l’energia del 211%.
È quanto rileva un’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie italiane nel periodo 1995-2026.
L’incidenza dei consumi
Le spese obbligate, ovvero quelle legate a beni e servizi di cui le famiglie non possono fare a meno, come casa, energia, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni, continuano a ‘mangiarsi’ una fetta molto consistente dei consumi totali delle famiglie con un’incidenza pari al 41,7% (+4,7% rispetto al 1995). Di contro, tra le spese libere, è in lieve aumento la quota destinata ai servizi (+2,9%), mentre risulta in contrazione quella per i beni (-7,6%).
Le spese per l’abitazione si confermano la voce di costo maggiore con 5.335 euro pro capite (+72 euro rispetto al 2025) sul totale delle spese obbligate (pari a 9.693 euro); seguono assicurazioni e carburanti (2.310 euro) e l’energia (1.829 euro). Quest’ultima è, comunque, la componente che, pur mantenendo un’incidenza elevata sui bilanci familiari, dal 1995 a oggi ha registrato la riduzione più significativa (-1.231 euro), conseguenza di minori consumi delle famiglie come risposta a prezzi crescenti, ma anche e soprattutto dei progressi tecnologici che hanno favorito il risparmio energetico.
La maggiore incidenza delle spese obbligate sui bilanci familiari è determinata soprattutto dalla diversa dinamica dei prezzi cresciuti molto più rapidamente rispetto a quelli dei beni e dei servizi commercializzabili: dal 1995 a oggi, il loro indice è cresciuto del 140%, quasi due volte e mezzo rispetto a quello dei beni commercializzabili (+57%) e una volta e mezzo rispetto ai servizi (+88,4%), con il picco toccato dall’aggregato energia, gas e carburanti i cui prezzi sono cresciuti in trent’anni del 211%.



