venerdì, Agosto 28, 2026
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Sale a 469 il bilancio dei morti tra Nepal e Tibet. Oltre mille i dispersi, irreperibili 3 italiani

AGI – La polizia del Nepal ha innalzato venerdì a 469 i morti confermati a seguito della piena che ha travolto intere comunità al suo passaggio, mentre continuano le difficili operazioni di ricerca di centinaia di dispersi in una zona del nord del paese e al confine con la regione autonoma del Tibet.

Secondo l’ultimo aggiornamento ufficiale diffuso nelle prime ore dalla polizia nepalese, Chitwan è il distretto più colpito con 178 morti, seguito da Nawalparasi Est (110), Gorkha (44), Nuwakot (37), Dhading (33), Tanahun (28), Nawalparasi Ovest (27) e Rasuwa (12). Le autorità affermano di aver soccorso o assistito oltre 1.545 feriti, la maggior parte a Nuwakot (898), Rasuwa (644) e Dhading (3); oltre 80 ricevono cure nei centri ospedalieri della Valle di Kathmandu.

Migliaia di soccorritori sul campo

Oltre 13mila effettivi delle forze di sicurezza, tra agenti della polizia nepalese, soldati dell’esercito e membri della polizia armata (Apf), restano schierati nella zona colpita e nei suoi dintorni. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha però segnalato le estreme difficoltà nell’accedere alle aree più colpite, a causa della distruzione di decine di ponti, strade e vie di accesso, a cui si aggiungono il fango accumulato e il collasso delle reti di comunicazione.

L’Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri (Ndrrma) conta al momento 977 persone di cui non si conosce il destino, tra cui 517 stranieri, 127 nepalesi residenti all’estero in visita, 85 membri delle forze di sicurezza e doganali, e decine di abitanti locali di Rasuwa, Makwanpur e Nuwakot.

Il bilancio si estende, dal Nepal al Tibet

Le autorità cinesi hanno segnalato tre morti e centinaia di dispersi sul proprio territorio. Il bilancio complessivo tra le due parti sale così a 502 morti e oltre 1.400 dispersi, senza che risulti attivo un coordinamento transfrontaliero.

La Cina ha sospeso le operazioni di soccorso nell’epicentro del disastro in Tibet a causa dell’alto rischio di ulteriori inondazioni. L’emittente statale Cctv ha riferito che un lago formatosi a causa di enormi cumuli di detriti ha iniziato a straripare verso l’area in cui si stavano dirigendo le squadre di soccorso. “Pertanto, a tutte le squadre di soccorso è stato ordinato di rimanere sul posto e di attendere ulteriori istruzioni”, ha dichiarato l’emittente, aggiungendo che alle squadre di emergenza che avevano precedentemente raggiunto la zona “è stato ordinato di ritirarsi di un chilometro”.

 “Secondo le previsioni, l’afflusso nel lago potrebbe raggiungere circa 3 milioni di metri cubi nei prossimi tre giorni a causa delle continue piogge, aumentando il rischio di una rottura degli argini che potrebbe provocare inondazioni a valle e potenzialmente causare ulteriori danni in aree come il porto di Gyirong e altre zone a valle”, ha riferito l’agenzia di stampa statale Xinhua.

Evacuati oltre mille tra residenti e turisti

La Cina ha fatto sapere che 555 turisti, rimasti bloccati dalla frana vicino al confine sino-nepalese, sono stati evacuati dal Tibet. “Attualmente, 499 residenti e 555 turisti rimasti intrappolati sono stati trasferiti fuori dalla zona”, ha riferito l’emittente statale Cctv, senza specificarne la nazionalità.

l ministero degli Esteri del Nepal ha annunciato che il Paese non ha bisogno di missioni di aiuto straniere in seguito delle inondazioni che lo hanno colpito. “L’offerta di aiuto è una cosa naturale, ma le nostre forze di sicurezza stanno attualmente effettuando operazioni di ricerca e salvataggio. In questo momento, non abbiamo bisogno di assistenza”, si legge nella nota rilanciata da Reuters.

Cento persone intrappolate in un tunnel idroelettrico

Le squadre di soccorso nepalesi, con il supporto di elicotteri, sono impegnate nelle operazioni di salvataggio di circa 100 persone intrappolate in un tunnel di una centrale idroelettrica, sommersa due giorni fa da una devastante alluvione. “Il nostro obiettivo e’ la ricerca e il salvataggio delle persone… alcune sono intrappolate nella galleria del progetto idroelettrico Trishuli 3A”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito nepalese Raja Ram Basnet. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato in un comunicato che 350 persone sono state tratte in salvo dalla zona, ma che altre 100 sono ancora intrappolate.

 

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