domenica, Agosto 30, 2026
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Spari al rave party in Svizzera, uccisa una 22enne abruzzese. Feriti altri 2 italiani. Mel…

AGI – Caccia all’uomo in Svizzera dopo la sparatoria durante un rave party. E’ italiana la ragazza di 22 anni rimasta uccisa dai colpi di arma da fuoco esplosi durante il rave party ad Aarau, vicino a Zurigo, nel cantone svizzero di Argovia. La vittima si chiama Maria Spinelli. La ventiduenne era nata ad Atri, in provincia di Teramo, e aveva vissuto a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara. Lavorava in Svizzera da qualche tempo. 

Meloni: “Fare piena luce su quanto avvenuto in Svizzera”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni esprime “il più profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli, la giovane italiana rimasta vittima della tragica sparatoria di Aarau, in Svizzera”. “Il mio pensiero va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda”.

“Seguiamo con attenzione gli sviluppi attraverso la Farnesina e le nostre rappresentanze diplomatiche, confidando nel lavoro delle autorità svizzere per fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili”.

L’Unita di Crisi della Farnesina sta seguendo il caso con l’ambasciata a Berna e il consolato generale a Basilea.

Caccia all’uomo in Svizzera 

Intanto è in corso in Svizzera una vasta caccia all’autore o agli autori della sparatoria avvenuta nella notte durante la quale è morta la 22enne italiana e altre cinque persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave.
I colpi sono stati esplosi prima delle 3 nei pressi dell’ Aarauer Rave, una festa techno annuale alla quale partecipavano circa 3.500 persone nell’ippodromo della città. 

Intanto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricevuto una telefonata del capo del dipartimento federale degli Affari esteri della Svizzera, Ignazio Cassis, il quale ha voluto rivolgere al ministro e al governo le condoglianze per la morte della cittadina italiana nel corso della sparatoria avvenuta ad Aarau. 

La Svizzera all’Italia: “Piena assistenza nelle indagini”  

Cassis ha offerto piena e immediata assistenza nelle indagini per la cattura del colpevole e per le verifiche sugli eventuali ulteriori italiani che fossero presenti tra i feriti, si legge in una nota della Farnesina.  Tajani ha espresso apprezzamento per il gesto di solidarietà e amicizia della Svizzera e per l’offerta di assistenza.

L’Unità di Crisi della Farnesina è al lavoro con l’ambasciata a Berna e il Consolato Generale a Basilea e sta assistendo la famiglia della connazionale.  L’incaricato d’affari a Berna è stato inviato sul posto assieme al funzionario di collegamento della polizia di Stato per seguire da vicino le indagini. 

Le ricerche della polizia svizzera 

“Sono in corso le ricerche dei responsabili, la cui identità è al momento sconosciuta”, ha comunicato su X la polizia cantonale dell’Argovia.  “I possibili moventi e le circostanze esatte dell’accaduto devono ancora essere chiariti“. La polizia non ha precisato quanti aggressori siano ricercati né quale tipo di arma sia stato utilizzato. Tutte le vittime risiedono in Svizzera.

Agenti schierati in autostrada 

Una vasta operazione è stata avviata nell’area e nelle zone circostanti. Agenti armati schierati lungo l’autostrada fino a 30 chilometri dal luogo della sparatoria. Secondo i media locali, nelle ricerche è stato impiegato anche un elicottero dell’esercito, insieme a numerosi agenti, soccorritori e squadre mediche.

Isolata la zona intorno all’ippodromo 

La zona intorno all’ippodromo è stata isolata. Testimoni citati dal quotidiano Blick hanno riferito che gli spari sono stati esplosi intorno alle 2:30, mentre la festa era ancora in corso. Inizialmente molti partecipanti hanno pensato che si trattasse di fuochi d’artificio, ma uno dei presenti ha poi raccontato di avere sentito “raffiche di colpi”.

Il rifugio nella palestra

Numerose persone si sono rifugiate in una palestra vicina. La polizia ha invitato la popolazione a tenersi lontana dall’area e ha chiesto ai partecipanti di consegnare eventuali video o fotografie utili alle indagini. Le sparatorie di massa sono rare in Svizzera nonostante la diffusa presenza di armi da fuoco.

Le precedenti sparatorie in Svizzera 

L’ultimo grave episodio risale al 2001, quando un uomo uccise 14 membri del Parlamento e del governo cantonale di Zugo, prima di togliersi la vita. I riservisti dell’esercito svizzero possono conservare le armi, ma non le munizioni, nelle proprie abitazioni. Secondo lo Small Arms Survey di Ginevra, nel 2017 i civili possedevano oltre 2,3 milioni di armi da fuoco, quasi tre ogni dieci abitanti. Il dato collocava la Svizzera al sedicesimo posto mondiale per numero di armi pro capite.

 

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