AGI – Avere un genitore che ha raggiunto i 100 anni non è solo un traguardo familiare, ma un vantaggio biologico che si tramanda alle generazioni successive.
I figli dei centenari vivono infatti più a lungo e mostrano un rischio nettamente inferiore di sviluppare ipertensione e patologie cardiovascolari rispetto a chi ha genitori con un’aspettativa di vita nella media.
Lo studio sui figli dei centenari
Questo è quanto emerge dal più ampio studio finora condotto sull’argomento, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open e guidato dall’Albert Einstein College of Medicine in collaborazione con la Boston University e il Tufts Medical Center.
Dall’analisi dei dati di oltre 5.000 partecipanti seguiti fino a 29 anni, i ricercatori hanno riscontrato che i figli dei centenari hanno, a qualsiasi età, un rischio di mortalità inferiore del 42%, una probabilità ridotta del 33% di sviluppare malattie cardiovascolari e del 32% per l’ipertensione. Inoltre, la comparsa di queste patologie avviene in media con diversi anni di ritardo.
Il segreto? I fattori biologici ereditari
La scoperta fondamentale riguarda la natura di questa protezione.
“I vantaggi di salute rimangono pressoché invariati anche prendendo in considerazione fattori di stile di vita come fumo, alcol, dieta, attività fisica e livello socioeconomico”, spiega Sofiya Milman, docente di medicina e genetica all’Albert Einstein College di New York e autrice principale dello studio. “Questo suggerisce che, al di là delle buone abitudini, a fare la differenza siano fattori biologici ereditari”, aggiunge. Lo studio ha rilevato protezione sia per l’ipertensione che per i problemi cardiaci, mentre non ha riscontrato differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda l’incidenza dei tumori.
La svolta per i futuri trattamenti farmaceutici
L’obiettivo dei ricercatori è ora quello di individuare i meccanismi molecolari e genetici specifici che permettono ai centenari di invecchiare in salute.
“Comprendere questi fattori biologici ereditati potrebbe aprire la strada a futuri trattamenti farmaceutici capaci di simulare i meccanismi naturali di longevità, aiutando anche chi non ha ereditato questi geni a vivere più a lungo e in salute”, conclude Milman.



