giovedì, Settembre 3, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

I vent’anni in cui Miyazaki ha rivoluzionato l’animazione

AGI – Nei primi due decenni della sua carriera, il regista Hayao Miyazaki ha gettato le basi per un nuovo modo di concepire l’arte dell’animazione, dando vita a storie e universi leggendari che lo hanno consacrato come uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo. Opere come Lupin III – Il castello di Cagliostro, Nausicaä della Valle del Vento, Laputa: castello nel cielo, Il mio vicino Totoro e Porco rosso hanno cambiato per sempre la storia dell’animazione.

Arriva adesso in libreria il volume Hayao Miyazaki – Punto di partenza (1979-1996) pubblicato da La nave di Teseo (Collana Oceani, trad. Rosamaria Pavan, pp. 672, 23 euro, illustrato) che vuole raccontare il mitico regista oggi 85enne attraverso una raccolta eterogenea di lezioni tenute a giovani animatori, riflessioni sulle proprie influenze artistiche, recensioni — spesso taglienti — del lavoro altrui e memo di produzione scritti per il suo staff. Secondo l’analisi di Cinema Sentries, che ha recensito l’edizione anglosassone pubblicata da Viz Media con il titolo Starting Point: 1979-1996, il libro è organizzato tematicamente in sezioni come “Sulla creazione dell’animazione”, “Persone” e “Le mie cose preferite”, offrendo così un ritratto per accumulo piuttosto che per narrazione cronologica.

Filosofia creativa e nascita dello Studio Ghibli

Prima di dirigere capolavori come La città incantata, Miyazaki ha iniziato la sua carriera come animatore, con una personale filosofia artistica che più volte lo ha portato a scontrarsi con quell’industria dell’intrattenimento che, alla ricerca del successo a qualunque costo, spesso soffoca la creatività e l’originalità. Questo, però, non ha mai impedito al maestro giapponese di portare avanti le sue innovative teorie sull’animazione e di fondare il leggendario Studio Ghibli nel 1985 insieme a Isao Takahata, Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma sull’onda del successo di Nausicaä della Valle del Vento.

Autobiografia d’artista, raccolta di aneddoti, il libro pubblicato da La nave di Teseo non è solo la cronaca della vita di un uomo i cui sogni sono diventati realtà, alimentando l’immaginario collettivo mondiale, ma anche un omaggio al potere del cinema e dell’animazione. Nel volume non mancano da parte di Miyazaki le critiche dirette al lavoro di altri animatori — inclusa una notevole distanza presa da Osamu Tezuka, il “padre del manga”, figura che Miyazaki avrebbe dovuto in un certo senso superare per trovare una voce propria.

Il volo, il padre e il silenzio sulla vita privata taciuta

Non mancano spunti biografici indiretti: il rapporto controverso con il padre, che gestiva una fabbrica aeronautica durante la guerra, viene indicato come una possibile origine del tema ricorrente del volo nei suoi film, un tema che culminerà anni dopo, nel 2013, nel film Si alza il vento. Allo stesso tempo, il libro non indulge in rivelazioni personali sulla vita privata: Miyazaki parla pochissimo della moglie e dei figli, ammettendo francamente di aver lasciato a lei il compito di crescerli mentre lui si dedicava quasi esclusivamente al lavoro.

I memo di produzione: il metodo creativo svelato

Uno dei meriti del libro è quello di dare la possibilità di osservare da vicino il metodo creativo di Miyazaki attraverso i suoi stessi memo di produzione. Un esempio riguarda Kiki – Consegne a domicilio, per cui il regista dichiarò al proprio team che l’obiettivo del film era “inviare un’espressione di solidarietà ai giovani spettatori che si trovano combattuti tra dipendenza e indipendenza”. Emerge così un artista convinto che ogni sua opera debba portare un peso tematico preciso, ben oltre il semplice intrattenimento, in un’epoca in cui lo Studio Ghibli non era ancora la macchina commerciale sicura che sarebbe diventato in seguito.

Un accesso diretto al pensiero di un maestro del cinema

Per chi si occupa di cinema d’animazione e vuole comprendere il retroscena filosofico dietro capolavori come La città incantata (primo film di animazione a vincere l’Orso d’oro al Festival di Berlino), questo primo volume offre un accesso diretto e non filtrato al pensiero di uno dei registi più influenti del cinema contemporaneo, pur richiedendo al lettore la pazienza di attraversare un materiale frammentario e non sempre organico nella sua sequenza.

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO