AGI – La visita al Cairo dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato il peso crescente dell’Egitto nella strategia mediterranea dell’Italia. Migrazioni, formazione professionale, investimenti e localizzazione industriale sono stati i principali assi di una missione che si inserisce ormai pienamente nell’architettura del Piano Mattei per l’Africa.
Tajani era accompagnato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone. La delegazione ha partecipato alla Commissione mista italo-egiziana, presieduta insieme al ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, e a un Business Forum che ha riunito oltre 600 imprenditori dei due Paesi.
La dichiarazione firmata al termine dei lavori mostra soprattutto il progressivo intreccio tra politica migratoria e cooperazione economica. Roma e Il Cairo hanno concordato di rafforzare il contrasto alle partenze irregolari, ai trafficanti e alla tratta di esseri umani, oltre ai rimpatri volontari e ai programmi di reinserimento.
Ma la parte più significativa riguarda lo sviluppo di canali regolari di mobilità lavorativa. Per l’Italia, alle prese con una domanda persistente di manodopera in diversi comparti, l’Egitto può diventare allo stesso tempo partner industriale e bacino di competenze.
Formare giovani egiziani che possano lavorare nelle imprese italiane
Tajani ha insistito sulla necessità di formare giovani egiziani che possano successivamente lavorare nelle imprese italiane attraverso contratti regolari. La cooperazione dovrebbe fare leva sulla formazione tecnica e professionale e sull’esperienza degli Its Academy italiani, collegando preparazione nel Paese d’origine, fabbisogni delle aziende e migrazione legale.
Tra i settori prioritari: energie rinnovabili, agricoltura, acqua, sanità, istruzione e industria.
È una delle logiche centrali del Piano Mattei: utilizzare la cooperazione con i Paesi africani per attrarre investimenti, sviluppare produzioni locali e creare occupazione, superando una relazione fondata esclusivamente sull’aiuto allo sviluppo. La dichiarazione bilaterale individua in questo senso diversi settori prioritari: energie rinnovabili, agricoltura, acqua, sanità, istruzione e industria.
L’Egitto è già uno dei principali destinatari di questa strategia. Paese prioritario della Cooperazione italiana e “Paese focus” del Piano Mattei, dovrebbe beneficiare nel 2026 di 26,2 milioni di euro di risorse pluriennali a dono, mentre sono attualmente in corso iniziative per circa 150,8 milioni.
Nel 2025 l’interscambio bilaterale è cresciuto dell’11,7 per cento
Il Cairo sarà inoltre interessato per 7,31 milioni di euro dal nuovo meccanismo italiano di conversione del debito verso diversi Paesi africani. La componente economica rimane centrale.
Nel 2025 l’interscambio bilaterale è cresciuto dell’11,7 per cento, raggiungendo 5,9 miliardi di euro. L’Egitto è oggi la quarta destinazione dell’export italiano in Africa, dopo Tunisia, Algeria e Marocco.
Le esportazioni italiane hanno raggiunto 2,9 miliardi, mentre quelle egiziane verso l’Italia sono salite a tre miliardi. La visita ha infine confermato l’intensità del dialogo politico. Tajani è stato ricevuto dal presidente Abdel Fattah al Sisi, che ha invitato Giorgia Meloni a recarsi in Egitto.
Per Roma, la sesta missione di Tajani nel Paese dall’inizio del mandato segnala una relazione che va ormai oltre la gestione delle crisi mediterranee: l’obiettivo è trasformare l’asse Roma-Il Cairo in uno dei principali pilastri economici e migratori del Piano Mattei.



