AGI – L’Italia si conferma uno dei principali mercati di sbocco per il settore agroalimentare tunisino. Nel primo semestre del 2026 ha assorbito il 15,2 per cento delle esportazioni del comparto, collocandosi al secondo posto dietro la Spagna, con il 19,7 per cento, e davanti agli Stati Uniti, al 14,4 per cento.
Una graduatoria che conferma il peso dello spazio euro-mediterraneo negli scambi agricoli della Tunisia, ma segnala anche una progressiva diversificazione verso Nord America, Africa e Asia.
I dati pubblicati dall’Osservatorio nazionale dell’agricoltura (Onagri) delineano un comparto sostenuto soprattutto dalla dinamica dell’export.
Nei primi sei mesi dell’anno, le esportazioni agroalimentari hanno raggiunto circa 1,52 miliardi
Nei primi sei mesi dell’anno, le esportazioni agroalimentari hanno raggiunto 5,163 miliardi di dinari tunisini, circa 1,52 miliardi di euro, con una crescita del 25,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. I prodotti alimentari rappresentano ormai il 14,9 per cento dell’intero export tunisino, una quota aumentata di 1,9 punti percentuali in un anno.
La crescita delle vendite all’estero ha consentito al commercio alimentare di generare un surplus di 971,8 milioni di dinari, circa 287 milioni di euro, in aumento del 17,9 per cento. Il tasso di copertura delle importazioni attraverso le esportazioni ha raggiunto il 123,2 per cento, contribuendo così alla riduzione del deficit commerciale complessivo.
L’olio d’oliva traina le esportazioni
In un’economia che continua a confrontarsi con un rilevante fabbisogno di valuta estera e con una forte dipendenza dalle importazioni per alcune materie prime, la performance del settore agricolo rappresenta quindi un elemento significativo per gli equilibri esterni del Paese. A trainare questa dinamica resta soprattutto l’olio d’oliva. Le esportazioni hanno generato 3,384 miliardi di dinari nel primo semestre, quasi un miliardo di euro, con un aumento del 44,2 per cento su base annua.
Il prodotto simbolo dell’agricoltura tunisina continua dunque a concentrare una quota determinante delle entrate del settore e a sostenere la presenza del Paese sui mercati internazionali. L’Europa resta la principale area di destinazione, assorbendo circa il 50 per cento dell’export agroalimentare tunisino. Seguono il Nord America con il 19 per cento, l’Africa con il 13 per cento e l’Asia con l’11 per cento. Il peso dell’Italia si inserisce quindi in una struttura commerciale ancora fortemente europea, ma meno esclusiva rispetto al passato.
Anche la pesca tra i settori trainanti dell’export
La posizione degli Stati Uniti, subito dietro Italia e Spagna, mostra in particolare la crescente importanza dei mercati esterni al tradizionale spazio mediterraneo. Anche la pesca mantiene una solida vocazione esportatrice. Tra gennaio e giugno, le vendite all’estero dei prodotti ittici hanno generato 329 milioni di dinari, circa 99 milioni di euro, per 14 mila tonnellate esportate verso 37 destinazioni. Il tasso di copertura ha raggiunto il 125 per cento, confermando un saldo commerciale positivo.
Alla dinamica commerciale si accompagna infine una crescita degli investimenti. I progetti agricoli approvati nel primo semestre hanno raggiunto 249 milioni di dinari, circa 73,5 milioni di euro, in aumento del 10 per cento. Nel secondo trimestre il valore aggiunto dell’agricoltura e della pesca è cresciuto del 2,3 per cento, mentre il Pil tunisino è aumentato del 5,5 per cento.
Per l’Italia, ormai secondo mercato dell’agroalimentare tunisino, questi dati confermano il peso crescente delle filiere agricole tra le due sponde del Mediterraneo. Per Tunisi mostrano soprattutto come l’agricoltura resti uno dei comparti capaci di combinare avanzo commerciale, investimenti e maggiore proiezione internazionale.



