mercoledì, Settembre 9, 2026
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“Per lo spirito dei soldati”, la Russia ‘invia’ il Santo-comandante al fronte

AGI – La Russia invia al fronte le reliquie di un famoso condottiero medievale per incoraggiare i soldati che ad oltre 4 anni e mezzo combattono in Ucraina.

La Russia invia al fronte i resti di un condottiero medievale

Un controverso “miracolo” quello al centro degli sforzi del Cremlino per rafforzare il morale dell’esercito e dei russi con l’aiuto della Chiesa ortodossa: una particella delle reliquie del granduca medievale Dmitri Donskoy di Mosca, la cui “scoperta miracolosa” è stata annunciata ufficialmente dalla Chiesa ortodossa russa ad agosto, è stata inviata al fronte in Ucraina per il “rafforzamento spirituale dei soldati“.

La mano destra del Gran duca 

Secondo una dichiarazione del dipartimento sinodale per la cooperazione con le Forze armate del Patriarcato di Mosca, il reliquiario contenente una particella della mano destra del granduca “è in viaggio verso la linea del fronte”.

“Il santo comandante si sta dirigendo verso il luogo dove oggi si decide il destino della patria, per stare invisibilmente nella stessa linea di battaglia con i nostri difensori”, riporta Ria Novosti citando la Chiesa ortodossa russa.    

Il Cremlino rivendica la “scoperta miracolosa” 

Tutta l’operazione delle reliquie sembra essere stata accuratamente orchestrata dal Cremlino e dalla Chiesa ortodossa che ha definito “scoperta miracolosa” il ritrovamento della tomba del granduca su cui, però, non c’era alcun mistero: è sempre stato noto che, dopo la sua morte nel 1389, Donskoy – celebrato per la vittoria, nove anni prima, sull’Orda d’Oro mongola nella battaglia di Kulikovo – fu sepolto nella cattedrale dell’Arcangelo all’interno del Cremlino, vicino al muro meridionale della cattedrale.

La tomba ritrovata in Russia 

Ad agosto il sarcofago è stato rinvenuto durante dei lavori di ristrutturazione, “ma nel giro di pochi giorni, quello che normalmente sarebbe stato un intervento di routine nel restauro di un monumento storico si è trasformato in un miracolo patrocinato dallo Stato”, ha scritto il giornalista russo, Mikhail Zygar.

La propaganda del Cremlino 

Secondo Zygar, su questa figura storica è entrata in funziona la “macchina creatrice di miti” della propaganda russa: Donskoy come il sovrano russo che si ribellò agli invasori stranieri così come oggi la Russia combatte contro chi la minaccia ai confini.      

Ieri, le reliquie di Dmitry Donskoy sono state consegnate alla chiesa del complesso commemorativo di Saur-Mogila nell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk dove alcuni rappresentanti della Chiesa ortodossa hanno spiegato che “a mobilitare le forze per sconfiggere il nemico”.  

Il patriarca di Mosca 

 Il Patriarca di Mosca Kirill è il più stretto alleato interno di Vladimir Putin, al quale ha fornito la giustificazione ideologica e spirituale dello scontro totale con l’Occidente: nel 2022 ha benedetto l’invasione dell’Ucraina come “guerra santa“, ha imposto alle diocesi una preghiera per la vittoria e ordinato l’interdizione dei sacerdoti che osano pregare per la pace.

Il santo comandante venerato 

Dmitry Donskoy, è stato principe di Mosca dal 1359 e granduca di Vladimir dal 1363 al 1389. E’ diventato una figura storica popolare per essere stato il primo leader russo a sconfiggere l’esercito mongolo in campo aperto.

 
Durante il suo regno, avviò la costruzione delle prime mura in pietra bianca del Cremlino per difendere la città dagli attacchi esterni.

 

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