domenica, Settembre 13, 2026
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Conte avverte Schlein: “Nulla di personale ma dico no alla regola del partito più forte”. …

AGI – Il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha ribadito la propria contrarietà alla regola del partito più forte nei rapporti con il Partito Democratico. Intervenendo alla festa de Il Fatto Quotidiano, in corso in Versilia, Conte ha spiegato che il Nazareno avrebbe indicato come criterio preferenziale quello del partito più grande e più votato.

La critica alla regola del partito più votato

“Il Partito democratico, il Nazareno – ha spiegato Conte – ha chiarito che per loro vale la regola del partito più forte, del partito più grande che prende più voti come regola preferenziale. Voi ci conoscete un poco, noi siamo in politica per fare delle battaglie e non per portare acqua preventivamente al mulino di qualcuno. Allora abbiamo detto: questo non è possibile perché non rientra nelle nostre caratteristiche e non ci dà nessuna garanzia.

 

 

Nessuna questione personale con Elly Schlein

Il leader pentastellato ha precisato che la posizione espressa non riguarda personalmente Elly Schlein, che “aspira legittimamente a essere candidata”, ma “noi non possiamo preventivamente metterci nelle mani di un’altra forza politica, che sia il Pd o qualsiasi altra forza”. 

Il tema dell’egemonia politica

Per il presidente del M5S, “la regola del partito più forte è una regola egemonica e non è una categoria politica per quanto ci riguarda per fare le nostre battaglie”. “Allora ho detto: facciamo come alle Regionali”, dove “non abbiamo fatto primarie ma certo non è mai successo che la regola fosse che il Pd esprimeva il candidato in modo pregiudiziale. Ci siamo messi sempre insieme e abbiamo valutato chi fosse il candidato più competitivo, abbiamo fatto una valutazione complessiva sulla base delle circostanze concrete e abbiamo scelto, senza farci del male realmente, chi fosse il candidato più competitivo. Quest’altra proposta è stata respinta dal Pd e a quel punto noi entriamo nel campo del Pd con le primarie”, ha aggiunto Conte.

Quindi, ha concluso, “non continuate a dire che il Movimento vuole assolutamente le primarie e che Conte vuole tornare a Palazzo Chigi. Se avessi voluto, sarei potuto restare con un Conte ter, c’erano tutte le condizioni, ma erano collegate a un ricatto e non ho voluto”.

“Ruolo centrale a Renzi? Follia”

“Mi sembra una follia sentire qualcuno che dice che Renzi dovrebbe avere un ruolo centrale nella formazione di centro” visto che “ha una capacità espansiva molto modesta: dal 2019 a oggi Italia Viva ha un consenso attorno al 2%”, ha osservato ancora il leader M5s. “Essere unitari non significa dare centralità a chi ha il 2%, unitari significa espandere il consenso”, ha aggiunto.

“Sono assolutamente d’accordo che ci dovrà essere un programma scritto, firmato nero su bianco con l’inchiostro e controfirmato, però non ci prendiamo in giro, abbiamo visto come funzionava certa politica. Dobbiamo creare un progetto serio e fare una legge seria sul conflitto di interessi e introdurre dei paletti di prevenzione per evitare che qualche forza abbia una golden share, che abbia un potere ricattatorio sugli obiettivi strategici da raggiungere”, ha precisato ancora Conte, secondo il quale “le primarie non vanno fatte a ridosso della campagna elettorale. E’ giusto che il candidato” della coalizione “abbia il tempo di parlare” alla “comunità politica” del centrosinistra, “per cui servono dei mesi”.

Messaggio per Giorgia Meloni

“Giorgia Meloni, ma non ti vergogni, davanti a una spesa alimentare aumentata del 30%, il carburante che ha superato 2 euro al litro e davanti a 6 milioni di italiani in povertà assoluta e a un calo della produzione industriale, a rivolgere tutte le attenzioni del Parlamento sulla legge elettorale per perpetuare la tua poltrona?”. 

Sull’immigrazione, infine, “Meloni ha accumulato solo fallimenti con 326mila sbarchi in 4 anni, un record” e “centri in Albania praticamente vuoti”.

 

 

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