mercoledì, Settembre 16, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

L’incredibile storia degli alpinisti italiani in Turchia: ritrovato il messaggio del 1972 …

AGI – Questa è la storia di un gruppo di alpinisti che 54 anni fa partì a bordo di due utilitarie da Pordenone alla volta del confine tra Turchia e Georgia. Una spedizione pionieristica per scalare i monti Kaçkar, che di mese in mese diventa sempre più epica, via via che emergono i biglietti scritti a mano e lasciati dai valorosi alpinisti su quelle cime selvagge.

Prima un messaggio in una scatola di tonno, un anno fa, e ora un secondo foglio di carta in una confezione di compresse effervescenti. Una storia di alpinismo d’altri tempi, della passione per la montagna che riduce l’ego dell’uomo fino a farlo sparire. E che può apparire bizzarra al termine di un’estate in cui non sono mancate le polemiche per il turismo di massa in quota, per la fretta irrispettosa di chi vuole solo seguire le orme di qualche influencer. Ma che proprio per questo ha molto da insegnare a gente che con la montagna ha poco a che fare.

Il nuovo ritrovamento tra le cime selvagge

Il nuovo scritto è stato ritrovato dai membri del gruppo di alpinisti turchi Camadan di Trebisonda, provincia turca affacciata sul Mar Nero. Un foglietto lasciato dagli alpinisti italiani durante l’ormai mitica spedizione del 1972 e che ora è conservato come una reliquia.

Il pezzo di carta era in una scatola di compresse effervescenti, bagnato. Ma quando si è asciugato si è subito capito che era opera di Silvano Zucchiatti, uno dei leader della spedizione partita da Pordenone 54 anni fa: “Kaçkar Dağı 3350 m. Due vette principali… Agosto 1972. Spedizione CAI Pordenone Italia”, si legge. “20-8-72, Spedizione CAI Pordenone Italy, quota 3510, Enzo Laconca, Giovanni Martin”.

Come un anno fa, quando fu individuata la scatoletta di tonno, Metin Colak, presidente del Camadan, ha contattato il Club Alpino Italiano: “I nostri amici italiani erano molto felici. Il nostro obiettivo è mantenere viva l’amicizia e l’amore per la montagna che lega Turchia e Italia”, ha dichiarato Colak.

A conferma, è stato installato su una vetta, la Dilek Dağı, un cartello bilingue in turco e italiano, dedicato alla memoria di Silvano Zucchiatti e Sisto Degan.

Un’impresa tra passione e scienza

In seguito alla prima scoperta, il CAI aveva inviato a Colak un libro pubblicato nel 2006 in memoria di Zucchiatti, contenente fotografie, appunti e mappe della spedizione. Uno strumento da cui ora i turchi ripartiranno alla ricerca di eventuali altri messaggi lasciati nel 1972 da quel gruppo di ragazzi che, a bordo di due Maggiolini Volkswagen, attraversarono Jugoslavia, Grecia e tutta la Turchia fino a sfiorare il misterioso e invalicabile confine sovietico.

Alleris Pizzur, Sisto Degan, Enzo Laconca, Gianni Martin ed Ezio Migotto, guidati dal professore di filosofia e storia Silvano Zucchiatti, riuscirono nell’ascensione di 32 cime, 19 delle quali inviolate. Da un lato la passione per la montagna, dall’altro l’obiettivo scientifico: la raccolta di campioni di roccia e la stesura di rilievi topografici che furono poi condivisi con i ricercatori locali.

Il club turco spera ora di riuscire a identificare e rintracciare le persone ritratte nelle immagini del libro, raccogliere altre testimonianze delle ascensioni da inserire in un museo e organizzare una mostra fotografica con gli scatti originali e le foto realizzate oggi negli stessi luoghi. Tutto per ricordare la spedizione italiana che ha fatto la storia dell’alpinismo sui monti Kaçkar e in Turchia.

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO