sabato, Settembre 19, 2026
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Manovra, Giorgetti: “Non sarà conservativa. Speranzoso su deficit/pil”

AGI – L’ultima legge di bilancio della legislatura “non sarà una manovra conservativa“. Uno degli obiettivi principali del governo resta la riduzione delle tasse per il ceto medio “per cui stiamo lavorando da quattro anni, ovviamente vogliamo chiudere nel migliore dei modi”. Ma tra i temi principali da affrontare nella difficile congiuntura caratterizzata da due conflitti con ripercussioni globali c’è il costo dell’energia, che incide sull’inflazione.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, oggi impegnato all’Ecofin a Dublino, definisce alcuni dei parametri in vista della manovra, attesa in Cdm nelle prossime settimane. Prima però andrà completato il lavoro di ricognizione delle risorse a disposizione.

Il 22 settembre l’Istat certificherà il dato finale sul deficit/Pil per il 2025: un risultato inferiore al 3% porterebbe all’uscita dalla procedura UE di infrazione aperta nel 2024, liberando delle possibili risorse da spendere in manovra, in caso contrario, la coperta sarà più corta.

“Io non sono fiducioso: sono speranzoso per l’Italia. Ma non è una decisione che prendiamo noi, la prende l’Istat, che agisce con assoluta indipendenza. Come ho detto un’altra volta, l’arbitro decide, il rigore è quando l’arbitro fischia”, annota il titolare del Mef. A pesare sui conti pubblici c’è lo shock energetico. Giorgetti è netto: “C’è stato anche l’intervento della Bce e poi della Fed che hanno alzato i tassi di interesse. Ho osservato qui all’Ecofin che l’inflazione deriva da uno shock di offerta. Certo una politica monetaria restrittiva può contribuire, ma non risolve il problema. L’inflazione, se le due guerre in corso continuano in questo modo, inesorabilmente è destinata ad aumentare”.

L’ipotesi sul bollo auto e il taglio del cuneo

Un primo passo in vista della manovra è stata la decisione dell’esecutivo di abolire il bollo auto e moto per il 2027 per i mezzi fino ad 80 kW. Giorgetti specifica: “L’abolizione del bollo? Abbiamo intenzione di renderlo completamente strutturale”. Una parte dei 2,3 miliardi che verranno utilizzati per coprire il mancato gettito del bollo auto nel 2027 “sono esattamente Pnrr non utilizzato, risparmi che non potevano essere ricollocati”.

Poi il ministro chiosa: “Vorrei osservare che abbiamo fatto tantissimo anche negli anni scorsi con il taglio del cuneo fiscale e contributivo con diverse decine di miliardi di abbassamento dell’imposizione fiscale. Mi rendo conto che questo non è stato esattamente percepito. Ha fatto più clamore l’eliminazione del bollo rispetto a 40/50 miliardi di riduzione di tasse e contributi”. Le opposizioni da parte loro parlano di una operazione dal sapore elettorale, sostenendo che i mancati introiti per gli enti locali provenienti dal bollo potrebbero incidere sui servizi sanitari.

Le priorità delle forze di maggioranza

Il provvedimento cardine della prossima manovra potrebbe essere ancora una volta il taglio del cuneo fiscale con l’aliquota al 33% per i redditi fino a 60 mila euro. I partiti di governo in questi giorni stanno mettendo a punto le loro priorità. La Lega spinge per una finestra di pensionamento anticipato a 64 anni per chi è nel regime misto, potrebbe riguardare 180mila persone, per coprire la misura servirebbero 5 miliardi nei prossimi tre anni. Forza Italia spinge per arrivare alla detassazione delle tredicesime. Sia gli azzurri sia la Lega domandano inoltre un ritocco al rialzo delle pensioni minime.

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