AGI – I giovani adulti della Generazione Z, ossia le persone nate tra la seconda metà degli anni Novanta del XX secolo e gli anni Duemila del XXI secolo, fanno sempre meno sesso. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta dal Kinsey Institute. I ricercatori hanno scoperto che la maggior parte dei giovani adulti dichiara bassi livelli di attività sessuale, nonostante un desiderio sessuale da moderato a elevato.
L’indagine ha rilevato che il 29% non ha avuto partner negli ultimi tre mesi e il 19% non ha mai avuto un partner. Solo una minoranza, pari al 18%, dichiara però di essere insoddisfatta della propria vita sessuale, suggerendo che il sesso potrebbe essere meno centrale per il benessere generale di quanto molti credano.
In via generale, la stanchezza da appuntamenti, la paura del rifiuto, le difficoltà economiche e il cambiamento delle norme sociali potrebbero rendere più difficile instaurare un legame.
Il peso delle difficoltà economiche
Per il 43% degli intervistati, le preoccupazioni finanziarie hanno reso più difficile frequentare persone o mantenere relazioni sentimentali, mentre per il 37% lo stress finanziario ha influito negativamente sulla vita sessuale.
Il ruolo della connessione digitale
La connessione digitale, le esperienze sessuali online, le amicizie e altre forme di appagamento potrebbero a loro volta ridurre la pressione a perseguire relazioni romantiche tradizionali.
Circa un intervistato su quattro afferma che le interazioni online, come messaggistica, social media e assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale, soddisfano parte del proprio bisogno di intimità o supporto emotivo. Inoltre, il 28% dichiara che trascorrere del tempo davanti a uno schermo o dedicarsi ad attività digitali riduce la motivazione a ricercare connessioni sessuali di persona.
Contraccezione e prevenzione delle IST
Per quanto riguarda l’uso dei contraccettivi, questo risulta spesso discontinuo. Molti giovani non si sono mai sottoposti a test per le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) e la percezione di un facile accesso ai metodi contraccettivi non sempre si traduce in comportamenti protettivi.
Solo il 35% dichiara di usare abitualmente il preservativo e circa un terzo afferma di non essersi mai sottoposto a test per le IST.



