AGI – A poco più di un mese dalle elezioni del 27 ottobre in Israele, prosegue lo stallo con il blocco della coalizione di governo che è sceso a 49 seggi contro i 55 dell’opposizione, entrambi sotto la maggioranza dei 61 seggi necessari per creare un governo.
Il quadro politico d’Israele
È la fotografia scattata dal sondaggio settimanale di Maariv che ha rilevato l’indebolimento dei partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism, ognuno dei quali ha perso un seggio fermandosi a 6, e il rafforzamento dell’estrema destra di Otzma Yehudit che arriva a 9. Il Likud del premier Benjamin Netanyahu mantiene i 18 seggi, l’ultradestra di Sionismo Religioso sta a 6 e il partito Amcha Israel di Ofer Winter 4.
I movimenti all’opposizione e nei partiti arabi
Nel blocco di opposizione, continua l’indebolimento di Yeshar di Gadi Eisenkot, che questa settimana perde un altro seggio, arrivando a 22, mentre si rafforzano i Democratici che aumentano di 2 seggi, raggiungendo quota 11. Insieme e Yisrael Beitenu mantengono i risultati della settimana precedente, rispettivamente a 13 e 9. L’unione tra i riservisti e il partito economico rimane a 4 seggi, cosi’ come i partiti arabi (Ra’am e Lista comune), che si attestano a 12 seggi.
Il duello per la leadership
Secondo il sondaggio di Maariv, Eisenkot continua a essere in vantaggio su Netanyahu come candidato migliore per fare il premier, con il 47% a suo favore e 39% per lo sfidante. L’indagine mostra inoltre che circa la meta’ degli elettori dei partiti di opposizione (48%) preferirebbe che si annunciasse subito che il candidato premier del blocco sarà il leader della lista che riceverà il maggior numero di voti.



