sabato, Ottobre 3, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Gli animali potrebbero essere comparsi 200 milioni di anni prima del previsto

AGI – Le origini degli animali potrebbero risalire a circa 200 milioni di anni prima rispetto a quanto suggeriscono i più antichi fossili chiaramente riconoscibili. A rafforzare questa ipotesi è uno studio pubblicato su Science Advances e condotto da ricercatori dell’Università di Oxford, che sposta l’attenzione fino a un periodo compreso tra 800 e 700 milioni di anni fa, nel Neoproterozoico.

Il gruppo, guidato da Ross Anderson e Orin Lole Durbin, ha studiato la Kheseen Biota, un deposito fossile della Mongolia che si è rivelato più giovane di oltre 40 milioni di anni rispetto alla Weng’an Biota cinese, risalente a circa 590 milioni di anni fa e a lungo utilizzata come uno dei principali riferimenti per ricostruire le prime fasi dell’evoluzione animale.

I ricercatori hanno esaminato oltre 140 campioni attraverso la microscopia elettronica. I risultati suggeriscono che l’assenza di fossili animali riconoscibili nei depositi più antichi non possa essere considerata, da sola, una prova che gli animali non esistessero ancora.

L’orologio molecolare sposta indietro le origini degli animali

Per ricostruire meglio la linea temporale dell’evoluzione, gli studiosi hanno preso in considerazione anche depositi ancora più antichi, datati tra circa 850 e 730 milioni di anni fa, utilizzandoli come nuovi punti di riferimento insieme ai dati genetici delle specie viventi.

Attraverso il cosiddetto orologio molecolare, una tecnica che sfrutta le differenze genetiche accumulate tra le specie per stimare quando vissero i loro antenati comuni, i ricercatori hanno ottenuto indicazioni compatibili con una comparsa degli animali tra 800 e 700 milioni di anni fa.

Il divario tra fossili e dati genetici

Il risultato interviene su un problema che accompagna da tempo gli studi sull’origine della vita animale. Le ricostruzioni basate sull’orologio molecolare hanno spesso collocato la comparsa degli animali intorno a 800 milioni di anni fa, mentre il record fossile chiaramente riconoscibile arriva soltanto a circa 574 milioni di anni fa. Una discrepanza che ha alimentato il dibattito su quanto l’assenza di fossili dipenda dalla reale assenza degli organismi e quanto, invece, dalle difficoltà nel conservarne le tracce.

“Il lavoro non consente di affermare con certezza che 800 milioni di anni fa esistesse la vita animale”, precisa Lole Durbin, ma mette insieme una serie di indizi che, secondo gli autori, potrebbe spingere a riconsiderare l’attuale ricostruzione delle prime fasi dell’evoluzione animale.

Perché i primi animali potrebbero non aver lasciato fossili

Una possibile spiegazione della scarsità di fossili è legata proprio all’aspetto dei primi animali. Gli organismi ancestrali potrebbero essere stati molto piccoli e privi di strutture dure, come gusci, scheletri o ossa, caratteristiche che avrebbero reso estremamente difficile la loro fossilizzazione.

Gli autori sottolineano comunque che la nuova ricostruzione dovrà essere verificata attraverso lo studio di altri depositi fossili provenienti da ambienti e regioni differenti. L’obiettivo è integrare fossili corporei, tracce dell’attività degli organismi e biomarcatori chimici per restringere ulteriormente la finestra temporale in cui comparvero i primi animali sulla Terra.

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO