AGI – Nuova ondata di mobilitazioni studentesche in Francia. In piazza e nelle strade di tutto il paese protestano in corteo oltre 250mila studenti, secondo l’annuncio dei sindacati che sfilano accanto a universitari e alunni delle scuole superiori. Sono ore ad alta tensione a Parigi (e in altre città francesi) dopo le manifestazioni delle ultime settimane segnate da scontri con la polizia.
Intanto, nelle scorse ore, a Lione sono scattati i primi arresti della giornata per “vandalismo e trasporto di ordigni incendiari”, hanno riferito le autorità statali.
Macron convoca i ministri all’Eliseo
Dalle piazze al palazzo. Il presidente francese Emmanuel Macron riunirà questa sera all’Eliseo diversi ministri per fare il punto della situazione delle proteste. Lo riferisce Bfmtv, citando l’entourage del capo dello Stato. Alla riunione parteciperanno, tra gli altri, il premier Sebastien Lecornu e il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray.
Tensione in Francia, studenti in corteo
Tra gli insulti contro le forze dell’ordine è partito nel primo pomeriggio, il corteo nella capitale francese dalla Gare du Nord verso Place de la Republique.
A poco più di sei mesi dalle elezioni presidenziali, gli studenti – che chiedono maggiori risorse per la loro istruzione – hanno ricevuto il sostegno dei sindacati e di parte degli insegnanti, scesi anche oggi in piazza al loro fianco a Parigi e in una trentina di altre città della Francia.
Nei licei sospese le lezioni fino al fine settimana
Complessivamente, un quarto dei licei (891 su 3.700) hanno sospeso le lezioni totalmente o parzialmente” nella giornata di martedì – 6 ottobre – secondo quanto riferito dal Ministero dell’Istruzione.
Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu ha annunciato la sospensione delle lezioni nei licei francesi fino alla fine della settimana per organizzare un “momento di democrazia interna” con gli studenti. Il Ministro dell’Istruzione nazionale Édouard Geffray “ha deciso di liberare del tempo. A partire da domani mattina, da giovedì e da venerdì, è prevista la completa sospensione delle attività didattiche ordinarie per consentire a ogni team dirigenziale e a ogni preside di dedicare uno spazio alla democrazia interna all’interno del liceo”, ha affermato Lecornu parlando all’Assemblea nazionale.
“Oggi manifesto perché temo per il mio futuro e voglio rivendicare i miei diritti“, ha spiegato Selma, 15 anni, dicendosi “un po’ arrabbiata” mentre partecipava all’imponente corteo a Marsiglia
Manifestazioni anche a Nantes e a Tolosa
Manifestazioni anche a Nantes dove gli studenti – in gran parte adolescenti – hanno sfilato dietro uno striscione con la scritta: “Scuole senza soldi, Paese senza futuro“.
A Tolosa una psicologa in pensione di 68 anni, Anne, ha manifestato per solidarietà alle giovani generazioni. “Il loro movimento mi sembra assolutamente legittimo e finora così poco ascoltato, quantomeno dal governo”, ha affermato.
Solo nella mattinata di oggi secondo il Ministero dell’Interno, le proteste hanno riunito circa 86.000 persone nelle varie regioni durante la mattinata.
Al momento non sono stati segnalati incidenti gravi, ma i danneggiamenti e i violenti scontri con le forze dell’ordine avvenuti nei giorni scorsi fanno salire il livello di allerta per l’ordine pubblico.
Dall’inizio delle mobilitazioni oltre 200 studenti sono rimasti feriti
Dall’inizio delle proteste, il 17 settembre scorso, 215 studenti sono rimasti feriti, secondo quanto riferito dagli uffici del Primo Ministro.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha assicurato che gli interventi delle forze dell’ordine sono avvenuti nel rispetto della “massima proporzionalità“.
Le indagini interne della polizia
La scorsa settimana a Tours (centro), uno studente liceale di 16 anni ha perso l’uso di un occhio durante un blocco stradale, mentre lunedì, a Lens (nord), un adolescente di 15 anni è stato gravemente ferito alla mano a causa di una granata lanciata dalla polizia. Finora la polizia ha avviato dieci indagini interne.
La Commissione per i diritti umani: “Uso sproporzionato della forza”
La Commissione nazionale consultiva dei diritti umani (Cncdh), organo incaricato di fornire consulenza al governo, ha espresso oggi la propria “viva preoccupazione” per il “ricorso sproporzionato alla forza” di fronte alle mobilitazioni studentesche, invitando il governo a “rafforzare il dialogo con i giovani” e a “garantire l’esercizio dei loro diritti”.
Tra le forze dell’ordine oltre 700 feriti
Dall’inizio delle proteste studentesche sono un migliaio i feriti in tutta la Francia. Sono 215 gli studenti feriti, la maggior parte a seguito di aggressioni o, in misura minore, a causa di incidenti, ha annunciato il premier Sebastien Lecornu all’Assemblea nazionale. Anche “85 membri del personale scolastico” hanno riportato ferite. Questo bilancio è “il più alto degli ultimi decenni nel sistema scolastico nazionale in termini di numero di dipendenti pubblici feriti ”, ha affermato il primo ministro, che ha condannato una “banalizzazione” della violenza, definendola “inaccettabile”. Anche 715 gendarmi e agenti di polizia sono rimasti feriti, molti dei quali vittime di insulti e atti di intimidazione.
Il governo in bilico tra studenti e ordine pubblico
Tra il ripristino dell’ordine pubblico e l’ascolto delle rivendicazioni di un movimento privo di un portavoce chiaramente identificabile, il governo si muove in equilibrio precario per gestire una delle crisi più delicate affrontate dalla nomina, un anno fa, del primo ministro Sébastien Lecornu.
Le autorità temono ora un’escalation a livello nazionale, mentre martedì gli studenti universitari dovrebbero unirsi alla mobilitazione degli studenti delle scuole superiori.
Università bloccate
Lunedì, l’Unione studentesca segnalava 32 sedi universitarie bloccate. Martedì, i rettori delle università hanno invocato degli “Stati generali della gioventù”, ritenendo urgente riconoscere i giovani come “attori” del dibattito pubblico.
Verso le elezioni presidenziali tra le tensioni
Il movimento si svolge a poco più di sei mesi dalle elezioni presidenziali, in un clima sociale e politico teso, sullo sfondo dell’aumento dei prezzi e della ricerca di tagli al bilancio che colpiscono anche i giovani, come quelli agli aiuti per l’alloggio.
Le accuse all’esecutivo
Accusato dai sindacati di repressione sproporzionata, il governo ostenta fermezza di fronte alle violenze e ne attribuisce la responsabilità al partito La France Insoumise (sinistra radicale). Il partito ha dichiarato di “deplorare” le violenze, pur rammaricandosi che l’esecutivo “riduca” il movimento a tali episodi di violenza.



