AGI – Esce oggi ‘Pianorama’, il nuovo album di Davide Boosta Dileo, co-fondatore e tastierista dei Subsonica, compositore e sound artist dalla carriera pluriventennale, tra i più eclettici della scena contemporanea. Un disco in presa diretta tra pianoforte ed elettronica nato nel suo studio di Torino e concepito come un paesaggio sonoro tra materia fisica e dilatazione ambientale.
“Pianorama nasce dall’esigenza di riappropriarmi dello spazio intorno e davanti al pianoforte – dice all’AGI Boosta – È uno strumento rivelatore, perché è il mio, e avevo desiderio di esplorare la creatività dell’imperfezione. Quella che nasce da una sessione di registrazione unica ad esempio… è strumentale perché non avevo necessità di ascoltare una voce. Avevo bisogno di ascoltare uno spazio”.
Le note del piano “sono tutte voci di un coro”
Ma al giorno d’oggi è difficile affidarsi solo alla purezza del pianoforte? Come convivono le due anime? “È uno strumento eccezionalmente tecnologico eppure già così ‘vecchio’ …. – prosegue l’artista – L’esplorazione di una mappa, qualunque pianoforte tu abbia sotto le mani, non si limita al suono puro delle corde, ma è più ampio: prende il legno, la ghisa, l’acciaio, il feltro… sono tutte voci di un coro che merita attenzione …. è molto bello avere la possibilità di perdersi nell’attenzione agli elementi singoli”.
L’arte e la musica
L’arte nella vita di Boosta, la pittura, la scultura, questo è un album concepito come un paesaggio… “L’arte è necessaria, non accessoria. È la forma (l’ultima in questa epoca?) di scala mobile perché ti permette di sognare, di immaginare, e in qualche caso di cambiare il corso della tua esistenza”, aggiunge Dileo – E poi, dato non secondario, esige cura e attenzione, che sono due sostantivi complicati da maneggiare se è vero che ci lamentiamo di quanto tutto venga assorbito in modo inconsapevole o distratto”. Nel passato di Boosta c’è il “laboratorio” della Torino dei Murazzi, quel fervore musicale che poi lega i Subsonica. Oggi i giovani sembrano apprezzare il lavoro di quel tempo, anche i musicisti di oggi. Manca la scintilla? “Credo che la musica, in quanto fortemente umana, sia indissolubilmente legata alla nostra essenza. Quindi sì. Sono convinto che sia una scintilla che non si spegne con il passare delle epoche.
La musica e il mainstream
I tempi cambiano – spiega Boosta – perché qualsiasi storia ha il suo andamento sinusoidale, un’oscillazione tra positivo e negativo nel tempo. Questo non significa che, nel suo tracciato, diventi meno rilevante. La musica sarà sempre in buone condizioni, l’artista, giovane o vecchio, è in buone condizioni, forse la domanda più corretta deve essere rivolta a chi la musica la propone nei circuiti, e mi riferisco a quello più mainstream: ‘Con tutta la varietà di suoni, ispirazioni e forme che ci sono, perché dobbiamo ascoltare sempre le stesse cose?’ La musica – conclude – è come l’alimentazione, se ci insegnano che per mantenere il corpo sano abbiamo bisogno di una dieta equilibrata, perché per tenere sano il cervello e la sensibilità non dobbiamo ascoltare tutto?”.



