AGI – Pier Ferdinando Casini annuncia l’addio al Parlamento dopo quasi mezzo secolo tra gli scranni di Camera e Senato. “Alle prossime elezioni politiche, dopo 44 anni, non mi ricandiderò. Lascio il Parlamento. Ritengo sia giunto il momento di cedere spazio a personalità più in sintonia con i partiti e con le coalizioni che si presenteranno agli elettori. Ringrazio tutti per la fiducia che m’è stata finora accordata. Mi fermo qui”. L’ex presidente della Camera, dopo aver attraversato da protagonista la Prima e la Seconda Repubblica, in una lunga intervista a Il Corriere della Sera annuncia quello che lui stesso definisce un “passaggio realmente complicato“: “ho sempre creduto che la cosa più difficile, in politica, sarebbe stato non tanto arrivare o rimanere, anche se poi rimanere non è che si sia rivelato così facile” ma “individuare il momento giusto in cui fermarsi”.
Le tappe della carriera politica
Il senatore Casini, in Parlamento dal 1983, due mandati a Strasburgo e presidente dell’Aula di Montecitorio dal 2001 al 2005, ripercorre sul giornale le tappe più importanti del suo lungo percorso politico: dagli esordi con la Dc, all’esperienza con il centrodestra di Berlusconi, fino a oggi.
Il giorno più bello
Il giorno più bello? “Quando, da presidente della Camera, ricevetti Giovanni Paolo II. Un uomo, un santo, che a un cristiano come me trasmetteva sensazioni irripetibili. Detto questo, sarei ipocrita se non ammettessi che ogni giorno è stato bello, entusiasmante, ogni giorno in cui mi sono alzato nell’emiciclo dell’Aula con la sensazione di essere ascoltato nel cuore della democrazia”.
I giudizi sui leader politici
Pensando ai leader di ieri e di oggi, Berlusconi, dice, era “il più carismatico”. Il politico più sottovalutato? “Gianfranco Fini. Senza la svolta di Fiuggi non ci sarebbe stata Giorgia Meloni“. E il democristiano più grande? “Fanfani! L’uomo del piano casa” e della presidenza dell’Onu, l’amico di Giorgio La Pira e di John Fitzgerald Kennedy“.
Le opinioni su Meloni e Schlein
Infine, parlando di Meloni, Pierferdinando Casini rileva come “ha dimostrato una consistenza notevole perché ha tenuto sulle spalle tutto il peso della coalizione. A volte, però, per essere coerente, rischia di passare per testarda”. Mentre a proposito di Elly Schlein, “è testarda anche lei. E sarebbe un grave errore sottovalutarla. Molti dimenticano che è capace di parlare a un mondo giovanile non omologato alla politica tradizionale”.
Il saluto ai bolognesi
In una lettera a sua firma pubblicata sul quotidiano QN il senatore saluta in particolare i bolognesi assicurando che “la politica resta una passione“. “Sono stato spettatore privilegiato delle trasformazioni del mondo e dell’Europa”, scrive l’ex presidente della Camera. “Ho conosciuto decine tra le personalità più importanti che hanno contrassegnato la nostra vita. È stato un cammino che ho vissuto con passione, cercando di onorare quegli impegni di responsabilità e di onestà che mi hanno trasmesso i miei genitori. È stato bello ma anche difficile”.
La decisione di fermarsi
Tuttavia, spiega, “alla vigilia di un processo elettorale che si preannuncia lungo e complicato, il mio pensiero è chiaro: tempi nuovi richiedono personalità più in sintonia con le formazioni politiche che si presentano agli elettori. È giusto che il mio cammino si fermi qui“, la sua chiosa, dopo aver ricordato gli ultimi 10 anni da senatore indipendente sostenuto dal centrosinistra.



