AGI – Pier Ferdinando Casini annuncia da settantenne l’addio al Parlamento dopo 44 anni passati tra gli scranni di Montecitorio e di Palazzo Madama. L’esordio fu alla Camera nel 1983. L’ultimo passaggio, invece, è stato al Senato (nelle liste del Pd come indipendente) nell’attuale legislatura. Casini nel settembre 2022, ha così centrato un bis consecutivo nella sua Bologna (dopo la tornata del 2018), sconfiggendo (in un duello tra big) il candidato del centrodestra Vittorio Sgarbi.
Casini è l’ultimo highlander della politica
Con la decisione di non volersi ricandidare alle prossime elezioni scompare quindi il vero highlander della politica italiana che conta ben undici legislature sulle (large) spalle. Fu eletto a Montecitorio a soli 27 anni. Molti leader politici si sono bruciati nei decenni, invece, per Casini il Parlamento è diventato un habitat naturale.
Tra i suoi maestri nei primi anni romani ci fu Arnaldo Forlani, di cui diventò uno dei più stretti collaboratori per poi approdare nel 1989 alla direzione nazionale della Democrazia cristiana.
Casini e la sua ultima elezione a Bologna
“E’ partito tutto da qui”: si era commosso Casini arrivando nel settembre 2022 alle sue ex scuole elementari nel quartiere Savena di Bologna per votare insieme alla madre. La scelta del Pd di schierare un ex democristiano in uno dei collegi blindati per il centrosinistra era stata criticata da alcuni circoli dem. Ma l’ex presidente della Camera non si era mai scomposto. “Non capire il valore della diversità in una coalizione significa precludersi delle possibilità”, il suo ragionamento porta a non essere più “prigionieri degli stereotipi di Peppone e Don Camillo“.
L’immancabile cravatta rossoblu
Bolognese doc e grande tifoso rossoblù (come mostrano la cravatta e la sciarpa con i colori del Bologna calcio), nonostante a Roma sia di casa, non ha mai perso i contatti con il suo territorio. Ne’ la sua ‘saggezza’ politica. Per la sua ultima fatica da campagna elettorale, ad esempio, si presentava in Emilia con i pantaloni rossi alle feste dell’Unità pronto ad intonare “Bella Ciao” a favor di telecamere.
Da avversari ad estimatori
Sorriso, buon umore e grande abilità nei rapporti con i colleghi deputati e senatori, sono state le sue (storiche) armi, tanto che in oltre 40 anni di vita parlamentare molti avversari sono diventati, se non alleati, suoi estimatori. Non è un caso che Casini sia stato uno dei nomi papabili nella ultima corsa alla presidenza della Repubblica.
Un cerchio che si chiude sotto le Due Torri
L’ultima avventura è partita ancora una volta dalla Città delle Due Torri dove nel 1980, in piena era Zangheri, entrò in consiglio comunale. Un trampolino verso la politica nazionale. L’ultima elezione di Casini a Bologna è stata caraterizzata da strette di mano ma anche da mal di pancia del popolo dem. Veleni e applausi tra gli elettori del seggio che ha lanciato Casini nell’ultima legislatura.
Pasquale 72 anni, ex metalmeccanico chiude il cerchio fotografando il pensiero di tanti nella ‘rossa’ Bologna. “Appartengo ad una generazione che non voleva morire da democristiano ma oggi il Pd è quello che è perché sono rimasti solo i democristiani“. L’elettore insomma sostiene che il ‘quasi’ compagno Casini – che coi comunisti ha parlato fin da quando aveva i pantaloncini corti ma è stato alleato anche di Silvio Berlusconi – è sempre rimasto dov’era. Sono gli altri che si sono spostati.



