AGI – “Il mio prossimo progetto è quello che mi piace di più”. Nel docufilm ‘Fuksas – Da tutta la vita‘, presentato alla Festa del Cinema di Roma, l’architetto di fama mondiale si svela in un’intervista esclusiva all’AGI insieme alla figlia Elisa Fuksas, che ha scritto e diretto l’opera prodotta da Indiana Production con Rai Cinema e distribuita da Piper Film.
Un viaggio intimo tra archivio di famiglia, tempo, rifiuto del potere e il futuro dell’architettura.
Un film sul tempo che fa paura
Nato da un archivio di materiali raccolti nell’arco di decenni, il film ha spaventato lo stesso Fuksas, rimasto tra gli ultimi a vederne il montaggio finale prima della prima ufficiale.
“Io non lo volevo vedere, mi fa paura. Perché il tempo fa paura e questo è un film sul tempo che passa, che ritorna e che non modifica se stesso. Questa storia sul tempo è terribile” dice l’archistar. “Mio padre? Ha attraversato il Novecento contromano”.
Il ritratto tracciato dalla figlia Elisa parte dalle origini segnate dalla tragica perdita del padre all’età di 6 anni, fino alla scelta consapevole di evitare ogni forma di potere: “Penso che lui abbia sempre scelto di andare dalla parte sbagliata, deliberatamente. Va contromano per evitare il potere, anche se non sembra, ma è così”.
“Appena il potere si avvicinava a me, io scappavo; appena io mi avvicinavo al potere, facevo tutto per poter essere rifiutato. Perché ho capito – spiega Fuksas – che il potere era l’elemento più pericoloso della vita dell’essere umano. Il mio mondo era lo studio, l’architettura e l’arte”.
L’Intelligenza Artificiale e l’udienza chiesta al Papa
Sul delicato rapporto tra creatività umana e Intelligenza Artificiale, Fuksas si mostra tutt’altro che allarmato e ricorre a un provocatorio paragone con il Rinascimento: “C’era Tiziano che era una persona straordinaria e lavorava come se fosse in un mercato. Questo però non gli ha impedito di fare le opere più belle del suo periodo. Non c’è nulla che possa impedire all’uomo di esprimere se stesso, neanche quei diavoli che l’uomo inventa per inibirsi”.
L’architetto rivela inoltre di aver chiesto un’udienza ufficiale a Papa Francesco dopo aver letto il suo ultimo testo enciclico: “La seconda parte è straordinaria ed è focalizzata sull’intelligenza artificiale. Ho chiesto di vedere il Papa perché è un tema cruciale per il nostro futuro”.
Il grande rimpianto: “Lo stadio della Roma”
Con un bagaglio di oltre 600 progetti realizzati in tutto il mondo, Fuksas confessa di conservare un solo vero desiderio non realizzato legato alla sua città natale: “Lo stadio della Roma mi sarebbe piaciuto farlo. Era l’unica cosa che mi sarebbe veramente piaciuto realizzare, in quanto romanista convinto. Ma il progetto che mi piace di più del passato resta quello che farò nel futuro”.



