AGI – Sono scesi in strada a decine di migliaia i francesi, oltre mezzo milione secondo il sindacato Cgt, per protestare contro l’aumento del costo della vita. I tanti che sono sfilati pacificamente per le strade delle città più importanti sono stati oscurati nelle cronache dai violenti che hanno devastato uffici pubblici o ingaggiato una guerriglia con gli agenti, bersagliati con pietre e bombe-carta.
Oltre cento fermi in tutta la Francia
Scontri e disordini si sono registrati in diverse città, da Parigi a Lione, da Lille a Marsiglia, con 400 fermi di cui 195 solo nella Capitale, compresi 13 di minorenni.
Le forze dell’ordine non sono andate per il sottile, tanto da essere messe sotto accusa, insieme con il governo, dal leader di estrema sinistra Jean-Luc Melenchon per una gestione dell’ordine pubblico considerata deliberatamente provocatoria e responsabile dei disordini. L’episodio più grave è stato a Saint-Etienne, nel centro del Paese: un manifestante ha perso una mano nell’esplosione di una granata della polizia.
Ma il governo ha fatto muro e difeso le forze dell’ordine: “Meritano tutto il nostro sostegno”, ha detto il premier, Sebastien Lecornu. E il loro mandato era chiaro: “Prevenire abusi, proteggere proprietà e persone, arrestare gli autori di violenze e portarli davanti alla giustizia”. Dunque, ha aggiunto, “non ci lasceremo intimidire. Nessuno imporra’ la propria agenda politica con la violenza”.
I gilet gialli sono tornati in strada in grande stile insieme con studenti e lavoratori dopo le mobilitazioni del 2018-2019. Ma a dominare le piazze in diverse citta’ sono stati gli incappucciati, vestiti di nero, e i finti Batman. E qualcuno voleva un altro 14 luglio del 1789.
“È la rivoluzione, prendiamo la Bastiglia”, hanno urlato alcuni manifestanti che hanno fatto irruzione brevemente nel municipio di Marsiglia dove hanno danneggiato la statua della Marianna, simbolo della Repubblica francese. Il sindaco, Benoit Payan, ha chiesto e ottenuto 300 agenti antisommossa in piu’.
È andata meglio alla Marianna che domina Parigi da Place de la Republique, da dove e’ partito il corteo della capitale. Qualcuno le ha appeso al collo un gilet giallo con lo slogan del movimento che tra 2018 e 2019 mobilito’ il paese gia’ allora contro Emmanuel Macron e l’aumento della tassa sui carburanti: “2026, la polizia mutila i liceali”, atto d’accusa contro le forze dell’ordine.
Non sono mancati gli incidenti nella stessa piazza, con la polizia che ha usato idranti e cannoni ad acqua per disperdere la folla. Bloccato inizialmente con la forza anche un gruppo che tentava di avvicinarsi all’Eliseo, ma nel tardo pomeriggio trecento persone sono riuscite a occupare alcune corsie degli Champs-Elysees proprio a ridosso dei palazzi del potere. Mobilitata nella Capitale anche la squadra speciale antisommossa Crs8, unita’ d’elite dalla polizia.
Disordini a Lione, a fuoco ufficio turismo
A Lione è stato saccheggiato e dato alle fiamme un ufficio di informazioni turistiche; sui social sono virali le immagini di un uomo vestito da Batman che esulta per l’azione.
Devastato palazzo della Borsa a Bordeaux, razzie a Lille
A Bordeaux è stato devastato il palazzo della Borsa e in seguito ai disordini è stato disposto l’intervento dei Raid, unità specializate in operazioni ad alto rischio. A Lille un gruppo di incappucciati è entrato in alcune sale del Comune e ha fatto razzie. Scontri si sono verificati anche a Nantes e Rennes.
Le reazioni della politica
Per l’opposizione di centrosinistra, chi ha impartito le direttive sulla sicurezza ha la sua parte di responsabilità, leggi Macron, il premier Lecornu e il ministro dell’Interno, Laurent Nunez. Senza alcun bisogno secondo la leader di ecologista, Marine Tondelier, e Melenchon, entrambi candidati alla presidenza nel 2027.
“Sono stufa della dottrina del mantenimento dell’ordine in questo paese”, ha detto Tondelier, “che mette in pericolo tutti, manifestanti e polizia”.
Dello stesso tenore le parole di Melenchon: “È stato il prefetto a provocare disordini vietando l’accesso a Place de la Republique e usando lacrimogeni senza sosta” e l’obiettivo “sembra essere lo scontro”, ha accusato il capo di La France Insoumise. Piu’ volte evocato nelle ultime settimane come l’agitatore delle proteste studentesche e oggi dei cortei contro il governo.
Anche da Marine Le Pen: “I rivoltosi hanno di nuovo rovinato le manifestazioni del 17 ottobre per la difesa del potere d’acquisto. Le rivendicazioni sociali legittime sono state ancora una volta prese in ostaggio dall’estrema sinistra”, ha scritto su X la leader di estrema destra. Ma i francesi devono pazientare ancora poco: quando sara’ eletta Presidente, era il sottinteso, “li libereremo dalle politiche tossiche macroniste e li proteggeremo dalla violenza dell’estrema sinistra”.
Antico municipio Limoges in fiamme, quasi distrutto
Il municipio di Limoges, nella Francia centrale, è stato incendiato ed è quasi completamente crollato. La struttura, uno degli edifici più imponenti della città, fu eretta nel 1883 ispirandosi al municipio di Parigi. Secondo quanto dichiarato dalle autorità, “il tetto dell’edificio è crollato sui piani inferiori, ad eccezione dell’ala ovest, e due terzi della facciata sono già scomparsi”.



