martedì, Ottobre 20, 2026
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Zelensky: “La Russia conduce una guerra ibrida anche contro l’Italia”

AGI – “Le limitazioni alla condivisione di informazioni di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce ma una realtà. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump. Ma tra partner deve esserci onestà”. Così Volodymyr Zelensky in un’intervista al Corriere della Sera.

“Il rapporto strategico con gli Stati Uniti è sempre stato importante, dall’inizio dell’occupazione e soprattutto durante la guerra su vasta scala. Il popolo americano, le amministrazioni e i due partiti ci hanno sostenuto: ne sono grato – afferma il presidente ucraino -. Abbiamo sempre voluto un rapporto fondato su onestà, giustizia e trasparenza. Non voglio nascondere nulla al presidente americano. Possiamo avere opinioni e interessi diversi, ma i nostri popoli hanno molto più in comune di quanto ne abbiano America e Russia. La collaborazione esiste: riceviamo armi americane attraverso programmi finanziati dagli europei. Oggi quelle armi le paghiamo. Vogliamo continuare ad avere relazioni aperte, oneste e pragmatiche”.

La proposta avanzata a Trump

Che cosa ha proposto a Trump?

“Gli sono andato incontro da partner: se i russi ci colpiscono e noi non possiamo rispondere, è ingiusto. Ho detto: se per voi alleati è necessario, e non riuscite a fermare Putin, dateci almeno gli intercettori per proteggere le infrastrutture energetiche. Subiremmo comunque perdite, ma sarebbe un comportamento da partner. Invece quei missili non ce li hanno dati: ci chiedono soltanto di fermarci. Poi arrivano le limitazioni dell’intelligence e la riduzione della velocità di Starlink. Non sono più semplici minacce: le restrizioni ci sono state. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump che vuole finire la guerra. Ci incontriamo e ci parliamo, ma tra partner deve esserci onestà”.

I possibili negoziati di pace

La trattativa con gli americani può ripartire, magari dopo le midterm?

“Ieri abbiamo parlato con il gruppo negoziale di Trump. Ho detto che siamo pronti: se vogliono discutere di negoziati e di un accordo di pace con Putin, siamo sempre aperti. Nonostante tutto, perché la pace è la priorità. Le questioni personali restano personali. Sono pronto a incontrarli, forse già questa settimana”.

L’ipotesi di un incontro tra Putin, Trump e Xi

Putin propone un incontro con Trump e Xi senza l’Ucraina. Teme che decidano il vostro futuro senza di voi?

“Vorrei capire, per evitare nuove sorprese. Il problema non è soltanto se si incontrino con noi o senza di noi: purtroppo la progressiva uscita di Putin dall’isolamento è già cominciata. Non sarebbe il primo passo. Se si parla dell’Ucraina, però, vorremmo che fosse interpellata l’Ucraina. Sul resto non posso commentare: non so di che cosa discuteranno”.

Le garanzie per un cessate il fuoco

Quali garanzie occidentali renderebbero sicuro un cessate il fuoco?

“Il formato migliore comprende tre elementi: l’esercito ucraino, l’Unione europea e la Nato. Il nostro esercito è una garanzia concreta e può rafforzare quelli europei con la sua esperienza e la forza del suo personale. La Nato significa appartenere alla stessa alleanza di sicurezza, con diritti giuridici da alleati. L’ingresso nell’Ue dipende dall’Europa; quello nella Nato dall’Europa e dagli Stati Uniti. Se non sarà la Nato, quale alternativa ci viene offerta? Siamo pronti a discutere garanzie equivalenti, anche con un altro nome, ma devono avere la stessa forza giuridica. Non parliamo soltanto di ciò che desideriamo, ma di ciò che può funzionare. La Nato sarebbe un deterrente per entrambe le parti”.

Il ruolo dell’Europa e la difesa dell’Ucraina

“L’Europa deve aiutare l’Ucraina e l’Ucraina aiuterà sempre l’Europa: siamo parte di un insieme. Abbiamo acquisito un’esperienza enorme da condividere sul piano tecnico, tecnologico e giuridico. Alcuni Paesi dispongono di missili Patriot: bisogna aiutarci a prepararci all’inverno. È interesse di tutti. Se il cielo sarà protetto, le persone resteranno il più possibile in Ucraina. Se avanzeremo verso la fine della guerra, torneranno”, sottolinea.

Il rapporto con l’Italia e Giorgia Meloni

Che cosa chiede all’Italia e a Giorgia Meloni?

“Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto. Sono grato agli italiani e a chi ci sostiene fin dall’inizio. Ma non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Condividiamo l’esperienza sulle armi: quali funzionano, quali no, quali miglioramenti hanno introdotto i nostri ingegneri e militari. Abbiamo collaborazioni produttive nei due Paesi e un ottimo rapporto con Leonardo. Questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana. Negli stabilimenti in Italia lavorano italiani: sono posti di lavoro, non soltanto aiuti all’Ucraina. Dobbiamo proseguire così, anche per costruire la difesa aerea europea”.

Il tema dei rifugiati e la guerra ibrida

Al Consiglio europeo ha avvertito che i rifugiati ucraini potrebbero aumentare. Teme che la propaganda russa sfrutti un tema così sensibile per dividere l’Europa?

“La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa, anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe. Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli. Non i russi. Mosca sfrutta il tema migratorio e continuerà a farlo. Usa qualsiasi argomento che possa dividere: religione, lingua, questioni di genere. Lo vediamo in Europa, negli Stati Uniti e in Ucraina”.

Le elezioni europee e il sostegno a Kiev

Anche in Europa si avvicinano elezioni importanti. Teme che nuovi governi riducano il sostegno a Kiev?

“Decidono i cittadini di ciascun Paese. Possiamo esprimere un’opinione, comunicare, costruire un dialogo, ma la scelta è loro. Dovremo costruire rapporti con nuovi leader? Certamente. Potrebbero essere più complicati? È possibile. Con Giorgia Meloni abbiamo un rapporto eccellente e le auguro di continuare a essere una guida stabile per l’Italia, ma scegliere è un vostro diritto. Costruire relazioni non è semplice; distruggerle è facilissimo. L’Unione europea non è perfetta. Come ha detto Churchill nemmeno la democrazia lo è. So che ad alcuni non piace neppure la parola Bruxelles. Ma quell’unione di democrazie esiste, è stata costruita e l’Ucraina vuole farne parte. Oggi quelle democrazie vanno anche difese: noi siamo tra i loro difensori. Anche i politici che dubitano di noi dovrebbero essere sicuri di voler proteggere la democrazia, la libertà, l’economia e i cittadini dei propri Paesi”.

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