AGI – La missione archeologica congiunta siro-italiana ha portato alla luce, nel corso degli scavi condotti a Tel al Samhaneh, nel villaggio di Al Bassa, nel governatorato di Latakia, in Siria, strutture architettoniche risalenti alla media e tarda Età del bronzo (oltre 4 mila anni fa) e a epoche precedenti. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale siriana “Sana”.
Il sito di Tel al Samhaneh si trova a circa 800 metri dalla foce del Grande fiume settentrionale e vicino alla riva del mare, vicino alla costa nord-occidentale della Siria. Parlando con “Sana”, Lorenzo D’Alfonso, a capo del team italiano, ha “espresso la speranza di raggiungere i pavimenti di edifici e strutture integri, che contribuirebbero a chiarire la natura dell’antico villaggio e le fasi del suo sviluppo urbano”.
“La missione entrata negli ultimi dieci giorni della stagione in corso”
D’Alfonso ha spiegato che “la missione è entrata negli ultimi dieci giorni della stagione in corso” e che “i lavori si concentrano sulla messa in luce dei pavimenti degli edifici della tarda Età del bronzo nella parte alta della collina e di altri edifici”, precisando che “i risultati ottenuti rendono necessario proseguire il lavoro e pianificare una nuova campagna di scavo l’anno prossimo”.
Dal canto suo, l’archeologo Mohammad Radwan del Dipartimento di antichità di Latakia ha affermato che Tel al Samhaneh è stato uno degli insediamenti dipendenti dal regno di Ugarit. Quest’ultimo è da tempo un punto di riferimento per gli archeologi sia siriani che francesi. Radwan ha sottolineato “l’importanza del sito, inserito in un’ampia pianura agricola che riforniva il regno di prodotti agricoli, in particolare grano e olive”.
Secondo quanto affermato dall’archeologo siriano, “gli scavi sono iniziati nel 2015 con una missione nazionale del Dipartimento delle antichità di Latakia, proseguita per tre anni con mezzi limitati, per poi riprendere nel 2024 con una missione congiunta siro-italiana e ampliarsi nel 2025 nell’ambito di un piano triennale”.
Tre livelli archeologici
Radawan ha spiegato che le campagne di scavo “hanno rivelato tre livelli archeologici: il primo risale all’epoca bizantina, il secondo alla tarda Età del bronzo e il terzo al Bronzo medio”.
L’Italia è impegnata da anni nell’organizzazione e nel co-finanziamento di missioni archeologiche, antropologiche ed etnologiche fuori dai confini nazionali. Un impegno a favore del dialogo interculturale e delle politiche di sviluppo che si traduce in un’attività scientifica e di studio di grande rilievo, a cui si affianca la formazione di operatori locali e il trasferimento di tecnologie in alcuni settori, come il restauro e la tutela del patrimonio culturale, in cui l’eccellenza italiana è riconosciuta a livello internazionale.
L’impegno dell’Italia per la preservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale siriano è testimoniato dalle numerose missioni in corso che, oltre alle attività di scavo e a quelle scientifiche, rafforzano lo sviluppo socio economico dei siti in cui operano favorendo, a livello locale, una maggiore consapevolezza storica e accompagnando percorsi politici di pacificazione.



