mercoledì, Ottobre 28, 2026
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Italia-Kuwait: si allarga l’asse su difesa e investimenti

AGI – A cinque giorni dalla visita di Giorgia Meloni in Kuwait, Roma e Kuwait City aprono la fase attuativa di un partenariato destinato ad allargarsi dalla difesa agli investimenti, dalla sicurezza alle tecnologie emergenti. Ma sull’ipotesi di un aumento della presenza militare italiana l’ambasciatore Lorenzo Morini mette un punto fermo: l’Italia è disponibile a discuterne qualora il Kuwait lo chiedesse, ma al momento “non abbiamo un piano chiaro, un numero o un programma specifico”. È uno dei passaggi più rilevanti dell’intervista concessa dal diplomatico al “Kuwait Times” dopo la missione del 23 ottobre della presidente del Consiglio.

La visita di Giorgia Meloni

La visita di Meloni ha prodotto il Piano d’azione Italia-Kuwait 2027-2030, un documento che mette sotto uno stesso quadro investimenti, energia, infrastrutture, difesa, sicurezza, tecnologie e turismo. Per Morini, tuttavia, la firma rappresenta soprattutto l’inizio del lavoro: diplomatici, tecnici e responsabili politici hanno ora una lunga lista di “compiti a casa” per trasformare gli indirizzi concordati dai leader in progetti verificabili. I progressi dovranno essere seguiti attraverso i meccanismi bilaterali già esistenti.

È nella difesa che il salto di qualità appare più evidente. L’accordo di cooperazione militare firmato a Roma il 13 gennaio è entrato in vigore il 12 ottobre, undici giorni prima dell’arrivo di Meloni, e offre una cornice per esercitazioni, addestramento e scambi di informazioni e materiali. Il nuovo Piano d’azione aggiunge un dialogo più stretto fra gli Stati maggiori e apre esplicitamente a spazio, cyberdifesa, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche.

Nessun nuovo dispiegamento italiano

Questo ampliamento non equivale però a un nuovo dispiegamento italiano. Morini ha spiegato che Roma potrebbe aumentare il personale presente nel Paese “se necessario e su richiesta del Kuwait”, ma ha escluso l’esistenza di decisioni già prese. La precisazione acquista peso dopo una visita durante la quale, secondo l’ambasciatore, Meloni e la leadership kuwaitiana hanno dedicato una lunga discussione alla guerra tra Stati Uniti e Iran e alla sicurezza regionale. La stabilità del Kuwait e del Golfo, ha affermato, è considerata essenziale anche per l’Italia e per l’Europa.

Resta aperto il dossier Eurofighter

Sul piano industriale, Leonardo e il ministero della Difesa kuwaitiano hanno firmato una lettera d’intenti non vincolante sullo sviluppo di capacità militari e sulla cooperazione industriale. Resta aperto il dossier Eurofighter: dei 28 velivoli ordinati dal Kuwait nel 2016, tre devono ancora essere consegnati. Morini ha precisato che durante il vertice non è stato concordato un nuovo calendario; le attività di formazione sono riprese, mentre Roma attende rassicurazioni sulle condizioni delle infrastrutture utilizzate dagli aerei.

Il nuovo asse non si limita alle forze armate. Carabinieri e Guardia nazionale kuwaitiana hanno parafato un’intesa sulla formazione specialistica, mentre il Piano prevede cooperazione contro criminalità organizzata, riciclaggio e traffici di persone, droga e armi, anche attraverso possibili squadre investigative comuni.

Accordo Ice-Kuwait Direct Investment Promotion Authority

Parallelamente, Ice e Kuwait Direct Investment Promotion Authority hanno siglato un accordo per favorire gli investimenti privati. Il Piano prevede un forum economico almeno biennale, sostegno alle Pmi e alle joint venture, cooperazione su acqua e agricoltura desertica, materie prime critiche e tecnologie per la transizione energetica. Sul tavolo c’è anche l’apertura di collegamenti aerei diretti.

L’intervista di Morini chiarisce quindi la posta in gioco del dopo-Meloni: il rapporto si allarga, soprattutto nella difesa e negli investimenti, ma la fase dei documenti deve ancora diventare quella dei programmi. Ed è proprio sui contenuti concreti — dagli Eurofighter ai capitali kuwaitiani, dalla sicurezza ai voli diretti — che verrà misurato il Piano d’azione nei prossimi quattro anni.

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