AGI – La più anziana ha 94 anni e il più piccolo appena un anno nel gruppo degli evacuati dalla catastrofe di Oleshky, arrivato sul territorio controllato dall’Ucraina grazie alla tregua più lunga mai rispettata dall’inizio della guerra. Il gruppo è stato evacuato passando per la Bielorussia, grazie a un cessate il fuoco umanitario, mediato dalla first lady statunitense Melania Trump, e chiesto dal Papa direttamente a Vladimir Putin.
Stremati e avvolti nella bandiera ucraina
All’arrivo in autobus nella regione settentrionale di Chernihiv, le persone stremate e avvolte nella bandiera ucraina hanno riabbracciato tra le lacrime i propri cari. Né Kiev, né Mosca hanno ancora confermato il numero esatto delle persone rientrate, ma si parla di “centinaia”; ora dovranno sottoporsi a visite mediche e saranno trasferite in alcuni ospedali a Kiev, dove rimarranno anche due settimane per ricevere, tra le altre cose, anche assistenza psichiatrica. Secondo la mediatrice russa Yana Lantratova, alcuni abitanti di Oleshky hanno scelto di recarsi sul territorio della Federazione e sono stati trasferiti a Sinferopoli, nella Crimea annessa. Altri, invece, sono rimasti nelle loro case e saranno assistiti da “regolari missioni umanitarie” come annunciato dalla Russia.
Situata nella regione meridionale ucraina di Kherson, Oleshky era stata conquistata dall’esercito russo nel 2022 ed è rimasta coinvolta in intensi combattimenti tra le due parti, lasciando la popolazione allo stremo, affamata e impossibilitata a fuggire. Secondo le stime di Kiev, prima dell’operazione umanitaria in città vivevano circa 2.000 persone, a fronte dei 24.000 di prima dell’invasione russa. Gli evacuati, incontrati dai giornalisti all’arrivo sul territorio ucraino, hanno raccontato di essere stati costretti a mangiare erba per sopravvivere.
Cooperazione tra le parti in conflitto
Ieri, funzionari ucraini e russi si erano recati insieme nella città per consegnare aiuti e organizzare la partenza di chi desiderava andare via, in una rara dimostrazione di cooperazione tra le parti in conflitto. La tregua, che riguarda esclusivamente la regione di Kherson, è entrata in vigore martedì mattina e terminerà domenica sera; rappresenta la più lunga interruzione dei combattimenti tra Russia e Ucraina lungo l’intero fronte dall’inizio dell’invasione russa, avvenuta nel febbraio 2022.
La Russia, che nega di prendere di mira i civili, occupa attualmente circa un quinto del territorio dell’Ucraina: la penisola di Crimea, annessa nel 2014, gran parte delle regioni orientali di Donetsk e Lugansk – note collettivamente come Donbass – e ampie porzioni delle regioni meridionali di Zaporizhzhia e Kherson. I colloqui tra Russia e Ucraina, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero riprendere a novembre, dopo essere rimasti di fatto congelati da quando, a febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi congiunti contro l’Iran.
“Quando c’è l’attenzione del mondo, si salvano persone”, ha scritto il presidente Volodymyr Zelensky, “sono necessari anche ulteriori passi di de-escalation e un reale approccio alla pace”.



