domenica, Novembre 1, 2026
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Israele, Eisenkot apre ai partiti arabi per formare il governo

AGI – Il leader dell’opposizione israeliana Gadi Eisenkot ha aperto alla possibilità di formare un governo con il sostegno dei partiti arabi, che hanno ottenuto un risultato storico alle elezioni legislative di martedì.

Il capo del partito Yashar!, arrivato secondo alle urne, ha dichiarato che qualsiasi deputato disposto ad accettare quattro principi fondamentali potrà essere considerato un potenziale alleato, lasciando così aperta la strada a un’intesa con le formazioni rappresentative dei palestinesi con cittadinanza israeliana.

“Le porte del governo che formeremo saranno aperte a qualsiasi rappresentante eletto che accetti questi principi e sia pronto ad assumersi la responsabilità che questo momento richiede”, ha affermato Eisenkot in un comunicato.

Le quattro condizioni poste da Eisenkot

Le quattro condizioni indicate dall’ex generale sono il riconoscimento di Israele come Stato ebraico, democratico, liberale ed egualitario; l’adesione ai valori della Dichiarazione d’indipendenza; l’obbligo per tutti i cittadini, compresi arabi e cristiani, di svolgere il servizio militare, nazionale o civile; e il riconoscimento di Hamas come organizzazione terroristica, le cui capacità militari e di governo nella Striscia di Gaza devono essere distrutte.

I risultati delle elezioni

L’apertura arriva dopo la pubblicazione dei risultati definitivi delle elezioni da parte della Commissione elettorale centrale. Il Likud del premier Benjamin Netanyahu si è confermato primo partito con 27 seggi, ma la sua coalizione si è fermata a 53, al di sotto dei 61 necessari per ottenere la maggioranza alla Knesset, il Parlamento israeliano composto da 120 deputati.

Yashar! di Eisenkot ha conquistato 21 seggi, mentre il blocco contrario a Netanyahu ne ha ottenuti complessivamente 48. Per raggiungere la maggioranza, l’opposizione avrebbe quindi bisogno del sostegno delle liste arabe, che hanno conquistato 19 seggi, il miglior risultato della loro storia.

Un’alleanza politicamente delicata

L’ipotesi resta tuttavia politicamente delicata. Durante la campagna elettorale, gran parte dei partiti del fronte anti-Netanyahu, che comprende anche formazioni della destra sionista e figure di alto rango delle forze armate, aveva escluso accordi con le liste arabe. Soltanto il partito dei Democratici, considerato di sinistra nel panorama israeliano, aveva finora manifestato disponibilità a un’intesa per impedire un nuovo mandato del premier uscente.

Le prime iniziative della nuova Knesset

Eisenkot ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere una serie di iniziative legislative all’insediamento della nuova Knesset, tra cui l’istituzione di una commissione statale d’inchiesta sugli attacchi di Hamas del 7 ottobre e l’introduzione del servizio obbligatorio per tutti i cittadini, con l’obiettivo di aumentare gli effettivi dell’esercito.

“Che nessuno vi inganni: nello Stato di Israele è la Knesset che concede la fiducia al governo, non il contrario”, ha sottolineato il leader dell’opposizione.

Le manifestazioni a Tel Aviv

Intanto, centinaia di israeliani si sono radunati oggi in piazza Habima, a Tel Aviv, per chiedere la formazione di un governo sostenuto dai partiti arabi, la Lista Congiunta e la Lista Araba Unita. Nella stessa piazza si sono riunite alcune decine di contromanifestanti di destra, che hanno scandito slogan a favore di Netanyahu, tra cui “Bibi, re di Israele”, e invocato nuove elezioni. Alcuni hanno anche gridato: “Occupare, espellere e colonizzare”.

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