venerdì, Novembre 6, 2026
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Brasile, rissa in campo e 51 cartellini rossi: la partita Under 20 supera il record mondiale

AGI – Un record di 51 cartellini rossi in una sola partita. È il bilancio messo nero su bianco dall’arbitro Fernando Patrick Drosghic Modesto nel referto di Uberlândia-Mamoré. Si giocava l’andata della semifinale di seconda divisione del campionato Under 20 di Minas Gerais, domenica 1 novembre, allo stadio Parque do Sabiá di Uberlândia. Il Mamoré ha vinto 3-1 in trasferta, ma del risultato non parla quasi nessuno: la maxi rissa scoppiata nei minuti di recupero ha prodotto un numero di espulsioni che, almeno sulla carta, polverizza il record mondiale.

Il clima era incandescente ben prima della rissa. In avvio di ripresa l’arbitro ha espulso per doppia ammonizione un difensore dell’Uberlândia, e alcuni dirigenti del club di casa sono entrati in campo per contestare la decisione. Secondo il referto, la gara è rimasta ferma per quaranta minuti, finché la sicurezza non li ha accompagnati fuori. Il direttore di gara ha messo a verbale anche delle minacce, per le quali è stata sporta denuncia.

I 51 cartellini e la rissa generale

Ripreso il gioco, sono arrivati altri due rossi: al portiere del Mamoré, anche lui per somma di ammonizioni, e al numero 10 dell’Uberlândia, cacciato per un pugno all’addome del portiere avversario a gioco fermo. La miccia definitiva si è accesa al 54′ del secondo tempo, sul gol del 3-1. Durante l’esultanza un giocatore del Mamoré si è rivolto alla panchina di casa con gesti provocatori e insulti. Il preparatore dei portieri dell’Uberlândia, Paulo Sérgio Dias dos Santos, è entrato in campo, gli è corso incontro e lo ha spintonato. L’arbitro stava per mostrare il rosso al giocatore del Mamoré e al preparatore dei portieri quando è esplosa la rissa generale. Nel referto spiega di non essere riuscito né a estrarre i cartellini né a chiudere formalmente la partita. Pugni, calci, barelle e sedie lanciate: nella mischia sono finiti titolari, riserve e componenti degli staff. Secondo il direttore di gara, anche sei raccattapalle hanno partecipato alle aggressioni contro giocatori e tecnici del Mamoré. Venute meno le condizioni di sicurezza, Fernando Patrick ha chiuso l’incontro e ha messo le espulsioni per iscritto, comprese quelle dei giocatori rimasti in panchina. Il conto finale è di 51 cartellini rossi: 48 per la rissa, più i tre del secondo tempo. All’Uberlândia ne sono toccati 26, a 22 giocatori e 4 membri dello staff tecnico. Al Mamoré 25, a 21 giocatori e 4 tecnici. Nell’elenco figurano anche gli allenatori delle due squadre.

Danni allo stadio e accuse reciproche

A partita finita è dovuta intervenire la Polizia militare di Minas Gerais. Il gestore del Parque do Sabiá ha riferito agli agenti che alcuni componenti della delegazione del Mamoré avrebbero devastato lo spogliatoio dopo aver lasciato il campo. I militari hanno trovato circa quattordici porte rotte, lavandini, sanitari e docce danneggiati, impianti elettrici e arredi distrutti, più due vasche idromassaggio fuori uso. Nessuno è stato arrestato. Dal canto suo il Mamoré, secondo ESPN, accusa gli avversari di aver danneggiato la propria attrezzatura. Il vicepresidente del club, Edson Reis, ha ammesso a un’emittente locale che poteva finire molto peggio, al punto che qualcuno avrebbe potuto perdere la vita.

La rinuncia al ritorno

Restava da giocare il ritorno, in programma domenica 8 novembre a Patos de Minas. Con quasi tutti i giocatori espulsi, il Mamoré avrebbe avuto a disposizione appena sette elementi. L’Uberlândia ha scelto di non approfittarne e ha rinunciato alla partita, mandando di fatto gli avversari in finale. Il club l’ha presentata come una scelta di fair play, ha annunciato provvedimenti disciplinari interni contro i tesserati coinvolti e ora si concentra sulla sfida per il terzo posto. Il Mamoré ha condannato le violenze e prepara la finale.

Il caso davanti alla giustizia sportiva

La partita più lunga, però, si giocherà davanti alla giustizia sportiva. La procura del Tribunale di giustizia sportiva di Minas Gerais potrà valutare deferimenti per calciatori, tecnici e società. Il codice disciplinare brasiliano prevede, nei casi più gravi, squalifiche anche oltre i 180 giorni, multe e la perdita del fattore campo. Il primato riconosciuto dal Guinness dei primati appartiene a una partita della quinta divisione argentina giocata nel 2011 tra Atlético Claypole e Victoriano Arenas, chiusa con 36 espulsioni dopo una rissa generale. Uberlândia-Mamoré va oltre di quindici. Il paragone, però, non è del tutto omogeneo: quello argentino era un campionato professionistico, questo un torneo giovanile. Toccherà al Guinness stabilire se e come registrare il nuovo dato. Per Minas Gerais non è nemmeno il primo caso dell’anno. A marzo la finale del Campeonato Mineiro tra Cruzeiro e Atlético Mineiro, vinta 1-0 dal Cruzeiro, si era chiusa con una rissa negli ultimi secondi e 23 espulsi, tra cui l’ex attaccante della nazionale brasiliana Hulk. Secondo O Globo era il numero più alto mai registrato in una partita in Brasile. Quel primato è durato otto mesi.

 

 

 

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