AGI – Le agenzie di intelligence europee stanno cercando di stabilire se ci sia la Russia dietro gli allarmi bomba coordinati che nei giorni scorsi hanno interessato decine di voli nel vecchio continente. È quanto riferisce il Financial Times.
Un’indagine trasfrontaliera dei servizi di sicurezza di numerosi Paesi europei sta ora cercando di risalire all’origine delle minacce, hanno spiegato al quotidiano della City fonti di intelligence, le quali hanno avvertito che “c’è ancora molta strada da fare prima di poter attribuire con certezza la responsabilità delle minacce”, sempre che le investigazioni giungano a una conclusione esaustiva.
I primi indizi sugli allarmi bomba
Alcuni membri della comunità dell’intelligence europea, sottolinea il Financial Times, però “confidano che la Russia sia il colpevole più probabile, citando il movente, il metodo, i precedenti e i primi indizi forensi emersi dalle indagini sulle minacce stesse” che infatti “si inseriscono nel contesto di una crescente campagna di guerra ibrida condotta quest’anno dagli agenti del Cremlino in Europa”.
Un’ipotesi di lavoro tra i servizi segreti europei, che hanno discusso degli attacchi negli ultimi giorni, è che le minacce coordinate siano state prodotte da attivisti filo-Cremlino o da gruppi di hacker. Non sarebbe comunque chiaro se i servizi segreti russi abbiano un ruolo, e quale, dietro queste attività. Alcune agenzie di intelligence ritengono che l’obiettivo delle operazioni sia aumentare la sfiducia delle opinioni pubbliche europee nella capacità dei loro governi di far fronte a questo tipo di minacce.
Attacco hacker al mega-tunnel del Brennero, indagini
Il mega-tunnel del Brennero, il Brenner Basis Tunnel, è stato al centro di un attacco informatico. A confermare la notizia all’AGI, apparsa sul quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung, la società di costruzione, Bbt Se, riferendo che a metà ottobre hacker sono riusciti ad accedere ad alcuni dei dati accessibili su internet. La società operativa Bbt Se ha confermato l’attacco informatico mirato. I responsabili dell’hackeraggio hanno ottenuto un accesso parziale ai dati “accessibili tramite Internet”.
I sistemi interessati sono stati isolati, sono stati coinvolti esperti esterni e le autorità sono state avvisate. Secondo la società Brenner Basis Tunnel Se, al momento attuale, “l’incidente non ha avuto impatto sulla costruzione del tunnel”, ma tuttavia, rimane incerto quali dati siano stati compromessi, e quanto profondamente gli attaccanti siano riusciti a penetrare la rete. La società ha rifiutato di commentare se ci fossero negoziati con eventuali estorsori. Sono in corso accertamenti e indagini approfondite.
Tajani: “I miei dati sul dark web, non mi farò intimidire”
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha rivelato che hacker da giorni stanno diffondendo i suoi dati personali sul dark web e ha assicurato che non si farà “intimidire in nessun modo”, alla luce dell’apparente legame degli attacchi con il sostegno del governo italiano all’Ucraina. “Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni”, ha comunicato il vicepremier su X, “coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari. La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”.
“La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”, ha proseguito Tajani, “si muovono anche in reazione alle attività che da mesi abbiamo messo in piedi per difendere la sicurezza informatica del ministero degli Esteri”.
“Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1 gennaio una “direzione cyber” per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”, ha ricordato il ministro degli Esteri, “siamo operativi e siamo collegati ai nostri alleati”. “La nostra scelta, la mia missione sono compiute: noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici”, ha concluso Tajani, “con la convinzione che questo e’ il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”.
La solidarietà di Meloni
“Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.



