domenica, Agosto 31, 2025
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A Gaza City un milione di persone in fuga. La Croce Rossa: “Impossibile un’evacuazione sicura”

AGI – L’evacuazione di Gaza City in vista dell’offensiva pianificata dell’Idf sta procedendo molto più lentamente del previsto: finora solo 10 mila residenti sono usciti dalla principale città al nord di Gaza, dichiarata “zona di combattimento”, dove rimane 1 milione di persone. Lo hanno dichiarato all’emittente Channel 12 funzionari di sicurezza israeliani. Secondo la fonte, circa 10.000 persone sono state evacuate verso il sud dell’enclave palestinese nelle tre settimane trascorse da quando Israele ha annunciato che avrebbe svuotato la città della sua popolazione civile in vista dell’azione pianificata dalle forze di difesa israeliane per conquistare Gaza City.  

La Croce Rossa ha avvertito sabato che qualsiasi tentativo israeliano di evacuare Gaza City metterebbe a rischio i residenti, mentre l’esercito israeliano stringe l’assedio sull’area in vista di un’offensiva annunciata. “È impossibile che un’evacuazione di massa di Gaza City possa avvenire in modo sicuro e dignitoso nelle condizioni attuali”, ha dichiarato in una nota la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric. L’attuale stato di rifugi, sanità e alimentazione a Gaza rende l’evacuazione “non solo irrealizzabile ma incomprensibile nelle presenti circostanze”.

Le mosse di Israele

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà domani (31 agosto) per discutere la situazione nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono i media israeliani, i quali, tuttavia, sottolineano che la proposta di rilascio graduale degli ostaggi e di accordo per il cessate il fuoco che è stata presentata a Israele non sara’ oggetto della riunione. L’accordo in questione, elaborato da Egitto e Qatar e approvato da Hamas il 18 agosto, prevede il rilascio di 10 ostaggi insieme ai corpi di 18 prigionieri uccisi in cinque fasi e un cessate il fuoco di 60 giorni. Il governo deve ancora discutere formalmente l’accordo proposto e, nonostante sia quasi identico a un’offerta elaborata dall’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e approvata da Gerusalemme solo il mese scorso, ha segnalato che non ha alcun interesse a perseguirlo, preferendo invece portare avanti un piano per catturare e controllare Gaza City.

Le critiche interne

I piani del governo di estendere la guerra incontrano opposizione anche in Israele, dove molti temono che possano mettere in pericolo la vita degli ostaggi ancora trattenuti a Gaza. “La pressione militare uccide gli ostaggi”, ha affermato in un comunicato il Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi, alla vigilia della consueta protesta settimanale a Tel Aviv. L’esercito israeliano, che da giorni conduce operazioni di terra a Zeitoun, ha comunicato che due suoi soldati sono rimasti feriti dall’esplosione di un ordigno “durante i combattimenti nel nord della Striscia di Gaza”.

 

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