sabato, Gennaio 17, 2026
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Addio a Tony Dallara, la voce che fece innamorare l’Italia

AGI – Si è spento oggi a 89 anni Tony Dallara, all’anagrafe Antonio Lardera, una delle voci più potenti e amate della canzone italiana del dopoguerra. Nato a Campobasso nel 1936 e cresciuto a Milano nel quartiere popolare di Via Savona, Dallara trasformò il panorama musicale portando una ventata di freschezza e ritmo in un’Italia ancora segnata dalla guerra ma pronta a sognare.

Fin dagli esordi mostrò un talento naturale per il canto e un’energia fuori dal comune. Lavorava come impiegato in una banca quando decise di seguire la sua vera passione: la musica. Entrò nei Rocky Mountains Old Time Stompers, gruppo jazz e swing milanese, che in seguito diventò i mitici Dik Dik. Fu in quel periodo che scelse il nome d’arte Tony Dallara, ispirato ai suoni americani che tanto amava.

Nel 1957 il primo grande successo

Il grande successo arrivò nel 1957 con ‘Come prima’, brano esplosivo che vendette milioni di copie e divenne la canzone italiana più popolare dell’epoca. Da allora, Dallara conquistò il pubblico con classici come ‘Ti dirò’, ‘Bambina bambina’, ‘Ghiaccio bollente’, ‘La mezza luna’ e ‘Leda’, hit che oggi appartengono alla storia della musica leggera.

Il successo al Festival di Sanremo nel 1960

Nel 1960 trionfò al Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel grazie a “Romantica”, brano che consacrò il suo stile vibrante e passionale. Quella vittoria contribuì a rinnovare il modo di interpretare la canzone italiana, spingendo molti giovani artisti a osare di più, a cantare con l’anima e con il cuore.

La carriera di attore di Tony Dallara

Come molti cantanti dell’epoca, anche Tony Dallara ebbe una carriera di attore in alcuni film musicali degli anni ’60, i cosiddetti ‘musicarelli’, apparendo accanto a interpreti come Mina e Adriano Celentano. Era appassionato di pittura e collezionava dischi jazz americani, genere che influenzò profondamente il suo modo di cantare. In un’intervista raccontò che, prima del successo, sognava di diventare un batterista e che spesso portava la chitarra in ufficio per suonare durante la pausa pranzo.

Ospite fisso dei programmi tv negli anni ’80

Negli anni ’80 divenne un ospite fisso di programmi televisivi dedicati alla memoria della grande canzone italiana, sempre pronto a intonare le sue hit con lo stesso entusiasmo di quando aveva vent’anni. Rimase, fino all’ultimo, un uomo semplice e generoso, capace di emozionarsi davanti al pubblico come se fosse la prima volta.

Tony Dallara lascia un’eredità preziosa: la voce che aprì la strada alla modernità del canto italiano, l’anima di un’epoca in cui la melodia era vita e speranza. Le sue canzoni continuano a risuonare nei cuori di chi ama la musica vera, quella che nasce dal sentimento e dalla passione.

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