AGI – L’Africa come non l’avete mai vista. Fino al 14 giugno 2026, la Black Liquid Art Gallery di Roma, in Via Piemonte 69, ospita “After the Fire. Memorie, corpi e conflitti nell’arte africana contemporanea”, una mostra collettiva curata da Antonella Pisilli. L’esposizione, inserita nel circuito internazionale Raw for Peace, esplora la guerra non come evento isolato, ma come condizione esistenziale e permanente che attraversa il continente africano.
Attraverso le opere di undici artisti africani e della diaspora, la mostra indaga ciò che resta “dopo il fuoco”: le cicatrici, le ceneri e la resistenza di corpi e culture che rifiutano di essere cancellati. La mostra è visitabile dal martedì al sabato, dalle 12 alle 19.
Arte strumento di indagine e denuncia
Il percorso espositivo intreccia le visioni di protagonisti che utilizzano l’arte come strumento di indagine e denuncia. L’indagine parte dall’espressionismo di Lovemore Kambutzi, che rielabora il trauma mai sopito dell’apartheid, per passare alla fotografia cruda ed essenziale di Mario Macilau, testimone silenzioso dei bambini soldato in Mozambico. In una continua trasformazione della materia, Gonçalo Mabunda riconverte armi e bossoli della guerra civile in maschere e troni carichi di significato politico, mentre i collage di Godfried Donkor svelano le radici comuni tra la storica tratta degli schiavi e il moderno capitalismo finanziario.
Arte è resistenza
La resistenza si manifesta anche attraverso la rivendicazione culturale: Frédéric Bruly Bouabré propone un alfabeto autonomo per sottrarsi alla dipendenza linguistica coloniale, mentre la spiritualità visionaria di Kwame Akoto eleva il conflitto a una battaglia cosmica tra bene e male. Il fuoco stesso si fa tecnica nelle opere di Gerald Chukwuma e Alex Peter Idoko, che lo utilizzano per incidere la memoria sul legno o sulla superficie pittorica, trasformando la distruzione in linguaggio.
Arte interroga su consumi e potere
La mostra tocca poi la colonizzazione dei consumi con Kawote Ejioye, che riveste le divise militari con loghi del lusso, e l’iperrealismo di John Hopex, che interroga l’irrazionale seduzione del potere. Chiude idealmente il cerchio la ricerca di Owusu Ankomah, i cui simboli Adinkra cercano un’unità universale capace di superare ogni frammentazione. “After the Fire” non offre soluzioni politiche, ma restituisce al conflitto la sua dimensione umana e spirituale, aprendo uno spazio di riflessione necessario sulla contemporaneità del continente.
La Black Liquid Art Gallery a Roma dal 2006, pioniera in Europa
Fondata nel 2006, la Black Liquid Art Gallery si concentra sull’arte contemporanea africana e della diaspora, con particolare attenzione al mercato secondario. Recentemente, la galleria si è trasferita in una nuova sede vicino alla Galleria Borghese, nel cuore di Roma, rafforzando la sua presenza in una delle aree culturali più ricche della città. Pioniera in Europa, la Black Liquid Art Gallery è stata tra le prime a promuovere artisti di fama internazionale come Aboudia, Marc Padeu, Oluwole Omofemi, Esther Mahlangu e altri. Grazie alla collaborazione con le principali case d’asta mondiali, la galleria ha contribuito in modo significativo alla visibilità e al riconoscimento internazionale di questi artisti, posizionandoli come figure di spicco nella scena artistica globale. Attraverso mostre e collaborazioni con istituzioni culturali, Black Liquid Art promuove il dialogo interculturale tra arte africana e occidentale, creando uno spazio aperto e inclusivo che invita il pubblico a esplorare e apprezzare nuove prospettive artistiche. Con un forte impegno nel dare voce agli artisti, la galleria affronta temi attuali e rilevanti, abbracciando talenti emergenti e affermati e promuovendo una profonda riflessione sull’arte africana contemporanea. La missione della Black Liquid Art Gallery è quella di migliorare la visibilità internazionale degli artisti che rappresenta, offrendo una prospettiva autentica e diversificata, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo culturale globale e di mettere in contatto mondi e culture attraverso il dialogo con il pubblico.



