AGI – “C’è sempre questa voglia di ricostruirci, di rimetterci insieme. Quando siamo in tre siamo un clown solo. Ma c’è anche la voglia di portare avanti l’individualità, per cui abbiamo allargato un po’ i nostri orizzonti”. È con queste parole che Aldo Baglio del trio Aldo Giovanni e Giacomo ha sintetizzato l’evoluzione del trio compiuta negli anni, sottolineando allo stesso tempo che la loro unione artistica è salda, malgrado abbiano iniziato da alcuni anni a seguire anche percorsi professionali individuali. L’occasione per parlare di loro è stata la presentazione romana di ‘Attitudini: nessuna’, il docufilm di Sophie Chiarello dedicato all’amicizia e al percorso artistico di Aldo, Giovanni e Giacomo e definito scherzosamente da Giacomo Poretti un vero e proprio ‘docupanettone’, in uscita il 4 dicembre in 400 copie.
L’opera ripercorre l’infanzia, la formazione, il successo del trio e anche le fasi più delicate, comprese le pause individuali seguite al flop di ‘Fuga da Reuma Park’. Un film che, come spiegato dai protagonisti durante l’incontro stampa, mette al centro il valore della loro relazione, definita come più di un’amicizia.
Sophie Chiarello li riporta nei luoghi dell’infanzia, dalle scuole ai quartieri dove sono cresciuti, per costruire un viaggio nella memoria che si intreccia con i film, gli sketch storici e le dinamiche intime del trio. “È quasi un viaggio, una relazione più che un racconto”, ha detto Giovanni Storti. L’attore ha poi ricordato come agli inizi la comicità priva di satira fosse considerata meno nobile: “È vero comunque che in quel periodo lì chi faceva la satira politica veniva più considerato, e la comicità pura ha sempre avuto un occhio particolare. È un po’ come nei nostri primi anni Settanta, quando c’erano cantanti popolarissimi che però, siccome non erano politici, non venivano considerati. Poi dopo un po’ di tempo sono stati imposti nelle grandi. In quel periodo lì c’era questo meccanismo: se tu non facevi satira eri un po’ di serie B. Però noi non ci siamo mai preoccupati, forse un pochettino, ma era quello che ci piaceva fare”.
Il film mostra anche come il trio abbia dovuto ricalibrare i propri tempi dopo l’insuccesso di ‘Fuga da Reuma Park’. Un passaggio che – hanno sottolineato i tre attori – non ha mai messo in discussione la loro unità: “Riflettendoci, da lì in avanti abbiamo un po’ rallentato l’attività del trio: ognuno di noi ha fatto qualcosa di molto significativo e con un’assoluta libertà. Nessuno degli altri due ha impedito agli altri di fare cose, senza gelosia”, ha spiegato Giacomo Poretti. “Non è mai esistita la possibilità concreta di scioglimento: era soltanto la necessità fisiologica, anche artistica, di prendere tempi diversi per essere sempre propositivi”, ha aggiunto l’attore.
Aldo Baglio ha ribadito quanto il percorso individuale abbia rafforzato anche la solidità collettiva: “Quest’individualità porta ad avere anche una sicurezza personale. C’è sempre questa voglia di ricostruirci, di rimetterci insieme. Quando siamo in tre siamo un clown solo. Ma c’è anche la voglia di portare avanti l’individualità, per cui abbiamo allargato un po’ i nostri orizzonti”. Giovanni Storti, riflettendo sulla loro energia artistica maturata nel tempo, ha aggiunto: “Gli anziani biologicamente devono mangiare meno – ha scherzato sulla loro fame artistica – è chiaro che questo meccanismo fa sì che tu abbia fame, ma in senso figurato: hai voglia di realizzare tante cose. Ti rimane la voglia di divertirti. Quando ci ritroviamo assieme scatta sempre la voglia di divertirsi, anche se dentro di te non hai più la fame di un tempo”.



