venerdì, Agosto 14, 2026
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Allattamento, per metà delle mamme Usa l’IA conta più del medico

AGI – Più della metà delle donne statunitensi tra i 18 e i 44 anni, davanti a una domanda o a un problema urgente riguardante l’allattamento, si rivolgerebbe per prima cosa a un chatbot di intelligenza artificiale, ai social media o a un motore di ricerca, mentre meno di tre su dieci chiederebbero inizialmente aiuto a un professionista sanitario.

È quanto emerge da un sondaggio nazionale di ‘Orlando Health’. Secondo Erynne Bowers, pediatra di Orlando Health Physician Associates – Lake Mary Pediatrics, affidarsi esclusivamente alle indicazioni ricevute online può però ritardare l’assistenza e trascurare informazioni fisiche e cliniche che un sistema di Ia non è in grado di valutare direttamente.

Allattamento, dati e sondaggio

Il sondaggio mostra che il 51% delle donne tra 18 e 44 anni, in presenza di una questione urgente sull’allattamento, sceglierebbe come prima fonte un chatbot, i social o un motore di ricerca. Il 29% si rivolgerebbe invece a un medico o a un consulente per l’allattamento e il 21% chiederebbe aiuto a un familiare o a un amico.

“Ci sono alcune domande alle quali l’IA non può rispondere – ha spiegato Bowers – l’IA non può guardare le curve di crescita. Non può valutare l’attacco al seno. Non può vedere se il bambino presenta una disfunzione motoria orale che potrebbe contribuire alle difficoltà nell’allattamento”.

I rischi per la crescita dei bambini con l’IA

Secondo la pediatra, circa un terzo delle madri che arrivano da lei con domande sull’allattamento ha ricevuto indicazioni sbagliate dall’IA, comprese raccomandazioni sulla quantità esatta di latte da somministrare al bambino e sulla frequenza delle poppate.

“Non tutti i bambini sono uguali – ha sottolineato Bowers – non tutti mangiano con la stessa frequenza e non tutti assumono la stessa quantità”. Il rischio, secondo la pediatra, è anche quello di ritardare una visita o un appuntamento con uno specialista dell’allattamento. In alcuni casi, ha riferito Bowers, viene osservato un rallentamento della crescita del bambino; in altri può diminuire la produzione di latte materno perché la madre ha seguito l’indicazione dell’IA secondo cui non sarebbe stato necessario allattare con maggiore frequenza. 

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