giovedì, Marzo 26, 2026
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Allergie primaverili, le visite aumentano del 60%

AGI – Con l’arrivo della primavera e l’aumento della concentrazione di pollini, ma non solo, cresce anche l’impatto delle allergie stagionali sulla popolazione italiana. I dati raccolti da iDoctors, la prima piattaforma in Italia – oggi AI based – per la prenotazione online di visite specialistiche ed esami diagnostici, evidenziano un aumento costante delle visite allergologiche. Infatti, dal 2023, le prenotazioni di visite allergologiche hanno registrato un aumento del +60%, un dato particolarmente significativo perché superiore alla crescita media delle prenotazioni di visite delle altre specializzazioni. Se da un lato questo incremento riflette una maggiore consapevolezza dei pazienti, e quindi un maggior ricorso a visite nel caso si soffra di allergie, è altrettanto evidente come fattori ambientali uniti all’allungamento delle stagioni polliniche stiano portando sempre più l’intensificazione dei sintomi allergici.

“Le allergie primaverili – commenta l’allergologo Giuseppe Pingitore – sono senza dubbio in aumento con stagioni polliniche più lunghe e intense. Negli ultimi decenni si registra, infatti, una maggiore produzione di polline e una maggiore esposizione agli allergeni. Un contributo importante in questo caso è dato dal cambiamento climatico che, con temperature più alte e più CO, anticipa la fioritura e aumenta la quantità di polline accrescendo il rischio di sensibilizzazione e la gravità dei sintomi. Inoltre, l’inquinamento atmosferico, soprattutto urbano, rende i pollini più allergenici e favorisce reazioni infiammatorie più intense“.

Profilo dei pazienti allergici

L’analisi approfondita dei dati raccolti da iDoctors ha permesso di delineare un profilo sempre più definito dei pazienti che si rivolgono ad uno specialista per combattere le allergie primaverili. Sono soprattutto le donne a rivolgersi allo specialista quando inizia il periodo più critico per i soggetti allergici: rappresentano il 65% delle prenotazioni, contro il 35% degli uomini. Anche dal punto di vista anagrafico emerge un dato interessante, infatti la fascia più significativa è quella tra i 30 e i 40 anni, che copre il 23% delle prenotazioni. Seguono i 40-50 anni (19,5%) e i 20-30 anni (17,6%). Un segnale che suggerisce come le allergie stagionali colpiscano in modo trasversale, ma con un impatto crescente tra i giovani adulti.

Consigli e terapie per le allergie

Per chi soffre di allergie primaverili, il primo passo – dice Pingitore – è ridurre l’esposizione ai pollini, controllando i livelli nell’aria, evitando le ore più critiche e mantenendo gli ambienti domestici protetti; al rientro è utile cambiarsi e lavarsi, mentre filtri e aria condizionata possono migliorare la qualità dell’aria. Sul piano terapeutico, nei casi lievi si utilizzano antistaminici, mentre per sintomi più intensi o persistenti si ricorre a spray nasali cortisonici, da iniziare preferibilmente prima del picco stagionale. Anche i lavaggi nasali con soluzione salina rappresentano un supporto semplice ed efficace. Nei pazienti con sintomi persistenti si può infine valutare l’immunoterapia, un trattamento che riduce nel tempo la sensibilità agli allergeni, sempre nell’ambito di un approccio personalizzato.

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