AGI – Altro forfait per Jannik Sinner. L’azzurro, alle prese ancora con l’infiammazione al ginocchio destro (tendinopatia extra-articolare), dopo aver saltato i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, gli Us Open e questa settimana l’Atp 500 di Pechino, ha reso noto oggi che non giocherà nemmeno il Masters 1000 di Shanghai, al via il 7 ottobre.
“Purtroppo non potrò giocare il Rolex Shanghai Masters, come avrei sperato – scrive Sinner sui suoi profili social – mi è sempre piaciuto giocare davanti ai tifosi di Shanghai e mi dispiace davvero molto non poterlo fare la prossima settimana. Grazie per tutto il vostro sostegno. Non vedo l’ora di rivedervi l’anno prossimo”.
A Wimbledon l’ultima partita
Sinner non gioca una partita ufficiale dal giorno del secondo trionfo consecutivo sui campi di Wimbledon, ovvero dal 12 luglio. Adesso la vetta della classifica Atp è sempre più ‘a rischio’ per l’altoatesino: il tedesco Alexander Zverev è ormai molto vicino.
Intervista Agi a un ortopedico
Per capirne di più e, soprattutto, per capire quando presumibilmente rivedremo in campo il talento di San Candido l’AGI ha sentito il dottor Daniele Mazza, specialista in Ortopedia e Traumatologia e medico della Nazionale Under 21 di calcio maschile rinomato specialista in ortopedia e traumatologia dello sport.
Che cos’è la bandelletta ileotibiale?
La bandelletta ileotibiale è una robusta struttura di tessuto connettivo che percorre il lato esterno della coscia, dall’anca fino alla parte superiore della tibia. Contribuisce alla stabilità dell’arto durante il movimento. Quando la regione vicina al lato esterno del ginocchio diventa dolorosa sotto carico ripetuto, si parla di sindrome della bandelletta ileotibiale, spesso chiamata anche “ginocchio del corridore”. Il meccanismo è più complesso del semplice “sfregamento” della bandelletta sull’osso: possono essere coinvolti la compressione dei tessuti locali, la gestione dei carichi e il controllo del movimento.
Come si manifesta?
Il sintomo tipico è un dolore ben localizzato sulla parte esterna del ginocchio. Può comparire dopo un certo tempo di attività, aumentare con la ripetizione dei movimenti e attenuarsi riducendo il carico. In alcuni casi la zona è dolente alla pressione e il fastidio diventa abbastanza intenso da costringere a interrompere l’allenamento. Non è un problema esclusivo dei corridori: può comparire anche in altri sport che richiedono movimenti ripetuti e carichi elevati sugli arti inferiori.
Come si fa la diagnosi?
La diagnosi parte dalla visita ortopedica: contano la sede precisa del dolore, il modo in cui compare, l’esame del ginocchio e la valutazione dei movimenti dell’anca e dell’arto inferiore. È necessario distinguere questa sindrome da altre cause di dolore laterale, comprese lesioni meniscali o problemi articolari. La risonanza magnetica non è sempre necessaria; può essere utile se i sintomi sono atipici, persistono oppure occorre escludere altre lesioni.
Come si cura?
Il trattamento è prevalentemente conservativo e va adattato alla persona e allo sport praticato:
- Modificare temporaneamente i carichi che provocano dolore.
- Impostare una fisioterapia attiva, con rinforzo dei muscoli dell’anca e dell’arto inferiore e lavoro sul controllo del movimento.
- Riprendere gradualmente i gesti sportivi, osservando la risposta dei sintomi durante l’attività e nelle ore successive.
Quando si deve intervenire chirurgicamente?
La chirurgia viene presa in considerazione soltanto in casi selezionati, quando un percorso conservativo adeguato non ha dato risultati. La durata del recupero varia: dipende dai sintomi, dai carichi richiesti e dalla risposta alla riabilitazione, quindi non è possibile dedurla dalle notizie sul caso di un singolo atleta. In genere si parla comunque in genere di tempi di recupero di circa sei mesi.



