venerdì, Marzo 1, 2024
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Amadeus e Fiorello salutano il Festival. Le polemiche sul sistema di voto. Il tweet dell’a…

AGI – Amadeus chiude in bellezza, con il conforto di numeri da record, la 74esima edizione del Festival di Sanremo, la quinta consecutiva da direttore artistico e conduttore. La finale, che ha sancito la vittoria di Angelina Mango, è stata seguita dalle 21.27 all’1.59 da una media di 14 milioni 301mila telespettatori, pari al 74.1% di share. L’anno scorso l’ultima serata del Festival raccolse una media di 12 milioni 256mila telespettatori pari al 66% di share. Un ‘boom’ di ascolti da far tremare i polsi a chi sarà chiamato a condurre l’edizione 2025: “Sento che io e Fiorello ci dobbiamo assolutamente fermare e pensare ad altro”, si giustifica Amadeus, ribadendo così la volontà di chiudere con l’esperienza sanremese. “E’ l’ultima di Amadeus? Ne riparliamo tra 15-20 giorni. Lasciamo decantare…”, ha replicato l’ad della Rai Roberto Sergio.

Numeri stellari a parte, non sono mancate le polemiche neanche questa volta: la prima, pesantissima, è innescata dall’ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, che su X ha scritto: “Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile. Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi insieme ad altre decine di ostaggi israeliani. Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. E’ un peccato che questo non sia accaduto”. Il riferimento andava all’appello ‘Stop al genocidio’ lanciato dal rapper Ghali dal teatro Ariston di Sanremo alla fine della sua esibizione.

 

 

Per il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, la Rai deve chiedere “scusa ed esprimere solidarietà al popolo di Israele”. la replica dell’ad di viale Mazzini, Roberto Sergio, non si è fatta attendere: “Ho vissuto assieme all’ambasciatore Bar ed alla presidente Di Segni gli eventi che la Rai ha dedicato alla memoria della Shoah nell’ultima settimana di gennaio. E ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano – e continueranno a farlo – la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas, oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele ed alla comunità ebraica è sentita e convinta”.

 

 

La seconda polemica è legata ai criteri che determinano il vincitore del Festival: la figlia di Pino Mango è arrivata prima grazie alle classifiche di sala stampa e radio mentre Geolier, sconfitto al fotofinish, ha dalla sua il 60% di preferenze al televoto. Va anche detto che le tre giurie pesano ciascuna il 33% a testa. Quindi, i conti non sembrano tornare tanto è vero che la Rai “farà una riflessione” sul sistema di voto che sancisce il vincitore del Festival. Lo ha affermato in conferenza stampa Fabrizio Casinelli, direttore dell’ufficio stampa della Rai. Quel 60% di preferenze, guadagnate dal rapper di Secondigliano, rappresentano tra l’altro il massimo di preferenze mai registrato da quando c’è il televoto. “Una riflessione andrà fatta, vista la grossa affluenza popolare” ha aggiunto Casinelli.

 

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