sabato, Agosto 8, 2026
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Amanda Knox debutta al Fringe tra le polemiche: l’ira dei Kercher

AGI – Debutto sold out ma travolto dalle polemiche al Festival Fringe di Edimburgo per “Cartwheel“, il primo spettacolo di stand-up comedy di Amanda Knox. L’esibizione della cittadina statunitense, condannata e poi assolta per l’omicidio di Meredith Kercher avvenuto a Perugia nel novembre del 2007, è andata in scena al Teviot di Bristo Square nonostante una petizione online su Change.org che ha superato le 10.000 sottoscrizioni per chiederne il blocco immediato.

A guidare la protesta è la famiglia della studentessa ventunenne britannica. Stephanie Kercher, sorella di Meredith, ha espresso profonda indignazione evidenziando come la produzione trasformi un delitto e una violenza sessuale in mero intrattenimento. Secondo i familiari e i promotori della petizione, proporre una chiave comica su una simile tragedia rischia di banalizzare la violenza contro le donne e di calpestare la memoria della vittima e il dolore di chi le era vicino.

La risposta di Amanda Knox

Sul palco scozzese, Amanda Knox ha risposto alle critiche sostenendo che l’ironia rappresenta per lei uno strumento per rielaborare un trauma profondo. Nel suo monologo ha attaccato il sistema mediatico e quanti negli anni l’hanno denigrata, spiegando che la molla principale dello show risiede nella volontà di confrontarsi sul significato di crescere una figlia in un mondo ancora rischioso per il genere femminile.

A sostenere la sua performance è giunto dalla California anche il legale e amico di lunga data Justin Brooks, ribadendo la funzione catartica dell’esibizione.

La posizione del festival

La direzione del festival ha scelto di non cedere alle richieste di cancellazione. Il direttore della Fringe SocietyTony Lankester, ha difeso la natura di piattaforma ad accesso libero dell’evento, dove la libertà di espressione rimane il principio cardine.

Purtroppo consapevole della sofferenza dei familiari di Meredith, Lankester ha precisato che la linea rossa dell’organizzazione resta ancorata al rispetto della legalità e al divieto di discorsi d’odio o incitamento alla violenza, aggiungendo che il dolore personale non può assurgere a metro di giudizio per censurare le opere in scena.

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