venerdì, Maggio 29, 2026
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Anatomia di uno schianto, Willie Peyote presenta il nuovo album

AGI – “Anatomia di uno schianto prolungato” è il titolo del nuovo album di Willie Peyote che è venuto a trovare l’AGI nella sua sede di Roma presentando il nuovo lavoro. Il titolo è emblematico, quasi un ossimoro. Uno schianto prolungato… lecito chiedersi come va a finire: ci si va a schiantare o si resiste?

“In realtà – ha spiegato l’artista – ci riferiamo più del momento di sospensione: sembra che ci si vada a schiantare ma poi non arriva mai. Il titolo è un po’ ovviamente ossimorico perché uno schianto tecnicamente non può essere prolungato essendo un evento istantaneo. Ma mi piaceva l’idea di questa contrapposizione perché c’è una costante sensazione di andare verso lo schianto che poi però non arriva mai”. Lo specchio della nostra società? “Beh, sì un po’ – detto – . Nel senso che poi si sente parlare del pianeta che sta morendo, della società occidentale che sta tramontando, dei valori che non ci sono più ma alla fine si resta lì”.

Equilibrio tra brani impegnati e leggeri

Nel disco si alternano brani “impegnati” e altri più leggeri: “C’è un buon equilibrio – ha spiegato il cantautore – Un pezzo si intitola Luigi (Mangione ndr): è una figura che secondo me racconta bene il nostro tempo, gli ultimi anni della nostra società in generale, anche se è una figura più americana pur avendo il nome italiano. Ma fa riflettere il contrasto che questa persona rappresenta, una figura che da un lato viene vista come positiva su internet perché in qualche modo è diventato un meme e dall’altro racconta il nostro tempo attraverso il contrasto fra ricchi e poveri”.

I riferimenti a Torino e i centri sociali

Altro brano “impegnato” è Sapone di Marsiglia: “Che parla dei caschi blu e cielo grigio… Si parla di Torino ovviamente – ha sottolineato – di centri sociali. Luoghi dove ho suonato, come Askatasuna”.

La collaborazione con Brunori Sas

Altro brano, il cui titolo sembra una resa, è “Mi arrendo”, con Brunori Sas, “A dispetto del titolo, è un pezzo in cui la sensazione sembra sia quella che si arrivi vicino a non avere più la forza di reagire. Ma invece troviamo due amici che si parlano, si fanno forza e decidono di ripartire”, ha detto ancora l’artista. Quindi niente pessimismo: “Lo sono di natura – ha affermato – ma credo che essere pessimisti non voglia dire non avere la forza di reagire. Secondo me essere realisti e rendersi conto che la tendenza del sistema è quella di andare verso un peggioramento, ci fa trovare la forza di reagire”.

I temi sociali e l’icona pop

Willie Peyote non si discosta nei suoi testi dai temi sociali: “È una cosa che interessa, che fa parte di me – ha detto ancora il cantautore – E anche nella mia vita personale affronto i temi che mi toccano al tavolo con gli amici la sera. Temi che in qualche modo fanno parte della mia vita”. Ma sarebbe bello essere un’icona pop? “Ma non è il mio mestiere e credo che per fare l’icona pop si debba anche rispettare delle caratteristiche di presenza anche scenica, fisica, di approccio, relativamente anche a come ci si mostra in pubblico. Io le icone pop non le guardavo mai. Guardavo Paolo Conte Alex Turner Damon Albarn…”

Le apparizioni e la quota romana nel disco

Nel disco oltre a Brunori Sas c’è anche Noemi: “Sì – risponde – canta in Che Caldo Fa Testaccio. Un brano che parla di questo quartiere di Roma che amo molto. Per questo pezzo mi serviva una quota di romanità e lei era perfetta. Nel disco c’è anche una terza apparizione romana che è Jekesa, un rapper del collettivo Do Your Thang“.

La passione per il Torino e i granata

Passioni personali, ovvero il Torino: “Stiamo tutti aspettando che il presidente finalmente trovi un acquirente. Accidenti! Credo che sia arrivato anche lui a non averne più”. Magari se va via può uscire fuori una canzone per i granata? “Non lo so, non faccio promesse. Intanto vediamo se Urbano ci fa questo favore poi io vedo come reagire. Però dipende da lui”.

Gli appuntamenti estivi e il tour nei club

Questa estate Willie Peyote si riposa: “farò qualche ospitata – spiega – una per Don Gallo a Genova una per la comunità di Sant’Egidio qua a Roma e una organizzata da Piero Pelù per la Palestina. Poi a ottobre parte il tour. Andiamo nei club, nei palazzetti. Partiamo da Milano il 20 ottobre E poi passiamo a Torino, Roma, Padova, Firenze. A Roma facciamo all’Atlantico, la sera di Halloween. Potete anche venire in maschera, oppure anche senza, tanto poi avete il tempo di far baldoria”.

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