sabato, Luglio 25, 2026
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Anche l’intestino soffre il jet lag. Come ridurne gli effetti?

AGI  – Il jet lag non colpisce soltanto il cervello e il ritmo sonno-veglia, ma anche i miliardi di batteri che popolano il nostro intestino.

Questo fenomeno, definito “gut jet lag”, può contribuire ai disturbi digestivi, alla stanchezza e alla scarsa qualità del sonno che molte persone sperimentano nei primi giorni dopo un viaggio intercontinentale.

La ricerca sull’intestino

È quanto emerge da una revisione della letteratura scientifica condotta dall’Universita’ Medica di Breslavia e pubblicata sulla rivista Nutrients, secondo cui sincronizzare alimentazione e orologio biologico prima della partenza potrebbe ridurre sensibilmente questi effetti. Lo studio, dedicato in particolare agli atleti che affrontano lunghi spostamenti internazionali, evidenzia come il rapido attraversamento di più fusi orari alteri contemporaneamente il sonno, gli orari dei pasti, l’esposizione alla luce e i livelli di stress, modificando anche il delicato equilibrio tra microbiota intestinale e organismo.

Il rapporto intestino-cervello

“Il gut jet lag è un concetto relativamente nuovo che descrive uno stato di desincronizzazione tra il ciclo biologico umano e i ritmi dei batteri intestinali”, spiega Karol Biliski, coautore dello studio. “I brevi viaggi all’interno dell’Europa difficilmente provocano alterazioni importanti, ma il problema diventa significativo durante i voli intercontinentali che attraversano numerosi fusi orari. In queste condizioni la stanchezza e i cambiamenti alimentari possono compromettere la barriera intestinale e ridurre la produzione di acidi grassi a catena corta benefici.” Secondo gli autori, il sistema digestivo è particolarmente sensibile ai cambiamenti del ritmo circadiano perché il cosiddetto asse intestino-cervello funziona secondo precisi cicli biologici.

Non è sempre colpa dei piatti tipici

“Quando questi segnali si desincronizzano, la comunicazione tra intestino, sistema immunitario e cervello viene temporaneamente alterata”, osserva Kacper Winiewski. “Questa disregolazione transitoria è responsabile dei disturbi digestivi, della peggiore qualità del sonno e della riduzione dei livelli di energia che molte persone sperimentano nei primi giorni dopo l’arrivo.

I ricercatori spiegano che sintomi come stitichezza, gonfiore, senso di pesantezza o alterazioni dell’appetito non dipendono necessariamente dalla cucina locale. “Un improvviso cambiamento degli orari dei pasti influenza direttamente la secrezione degli enzimi digestivi, la produzione di bile e la motilità intestinale“, sottolinea Laura Rafner. “Di conseguenza l’equilibrio del microbioma può spostarsi temporaneamente a favore di ceppi batterici meno benefici, rallentando il transito intestinale e favorendo il disagio digestivo.”

Come prevenire i sintomi

Per limitare questi effetti, gli autori raccomandano di iniziare l’adattamento alcuni giorni prima della partenza, modificando gradualmente gli orari del sonno e l’esposizione alla luce in funzione del fuso orario di destinazione. Altrettanto importante è la cosiddetta crononutrizione, cioè consumare i pasti seguendo già gli orari del luogo di arrivo.

“Durante il volo e dopo l’atterraggio i pasti dovrebbero essere consumati esclusivamente durante le ore diurne della destinazione, evitando di mangiare durante quella che corrisponde alla propria notte biologica“, spiega Pawe Witko. Gli autori suggeriscono inoltre di mantenere una buona idratazione e valutare, con indicazione personalizzata, l’eventuale impiego di probiotici, prebiotici e melatonina.

Una scoperta utile a tutti

Secondo Dagmara Beata Gawe-Dbrowska, responsabile del gruppo di ricerca, le implicazioni dello studio vanno oltre i viaggiatori. “Le ricerche sui lavoratori turnisti e sul personale di volo suggeriscono che vivere costantemente contro i propri ritmi biologici può influenzare in modo significativo il microbioma. Mantenere una buona igiene del sonno, orari regolari dei pasti e un’adeguata esposizione alla luce naturale rappresenta una base fondamentale per la salute di tutti.”

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