AGI – Andrea Mountbatten-Windsor dovrà testimoniare in tribunale. Secondo quanto appreso da Sky News, l’ex principe ha ricevuto una citazione che lo obbliga a deporre nel processo per frode intentato contro Selman Turk, uomo d’affari turco. La comparizione davanti all’Alta Corte è attesa intorno al 15 dicembre e potrà avvenire di persona oppure in videoconferenza.
In questo procedimento Andrea non è accusato di alcun illecito: sarà ascoltato come testimone, chiamato in causa dallo stesso Turk. Il caso segna comunque un precedente. Stando a Sky News, l’ex duca è il primo membro della famiglia reale dal XIX secolo a ricevere una citazione di questo tipo. L’emittente britannica lo ha contattato per un commento.
Le accuse di Nebahat Isbilen
Il processo nasce dalle accuse di Nebahat Isbilen, milionaria turca e moglie di un ex politico. La donna sostiene che Selman Turk, suo ex consulente, l’abbia raggirata e abbia usato il suo patrimonio per i propri interessi. Davanti all’Alta Corte i suoi avvocati hanno già parlato di decine di milioni di sterline distratti, senza che Turk abbia mai chiarito dove siano finiti.
La causa civile
La causa è di natura civile e si preannuncia lunga: il calendario prevede undici settimane di udienze. Nella ricostruzione dei legali della Isbilen, parte di quel denaro sarebbe stata impiegata per scopi estranei alla loro assistita, compresi pagamenti consistenti all’allora duca di York e all’ex moglie Sarah Ferguson. Turk respinge ogni addebito.
Il primo trasferimento di denaro
Il nome dell’ex duca entra nel fascicolo per due trasferimenti partiti dal conto della Isbilen. Il primo, da 750mila sterline, risale al 2019. Dagli atti depositati in tribunale emerge che la donna era convinta di pagare per ottenere più facilmente un passaporto, ed è proprio su questo punto che accusa Turk di averla ingannata. Quella somma è stata poi restituita.
La versione di Turk
La versione di Turk ribalta la scena. Il pagamento, sostiene, fu un’idea della stessa Isbilen, che voleva costruire un rapporto di fiducia con Andrew, e con il passaporto non aveva nulla a che vedere. Già nel 2023, del resto, in aula si era parlato di un accordo transattivo tra la milionaria e gli allora duchi di York.
Il secondo movimento
Il secondo movimento è del gennaio 2020: 768.743 sterline che, nella ricostruzione di Turk, sarebbero state un prestito concesso ad Andrew per acquistare uno chalet in Svizzera. Anche su questa operazione, mostrano i documenti processuali, in aula verranno sollevate domande precise.
La decisione del giudice
A chiedere che Andrea venisse ascoltato è stato lo stesso Turk, e il mese scorso il giudice Adam Johnson gli ha dato ragione. Pur rilevando che la richiesta era arrivata tardi, il magistrato ha ritenuto la testimonianza dell’ex duca circoscritta e compatibile con i tempi del processo. Nella stessa decisione osservava che, se interpellato, Andrew avrebbe con ogni probabilità rifiutato di rilasciare una dichiarazione spontanea, e che per portarlo in aula sarebbe servita una citazione. È andata esattamente così.
La posizione della difesa
I legali di Turk rivendicano il risultato. Nella loro lettura, il giudice ha riconosciuto che le prove attese dall’ex duca sono pertinenti rispetto alle accuse di disonestà rivolte al loro assistito, e che impedirgli di presentarle sarebbe stato ingiusto. Turk, aggiungono, «non vede l’ora di difendere la propria posizione» davanti alla corte.
Il ritorno alle domande pubbliche
Per Andrew sarà la prima volta davanti a domande pubbliche dal novembre 2019, quando l’intervista a Newsnight della Bbc sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein si rivelò un disastro e, pochi giorni dopo, lo spinse a farsi da parte. Il processo dovrebbe aprirsi entro la fine di novembre, mentre la sua deposizione è attesa per metà dicembre.
La situazione attuale di Andrea
Nel frattempo la sua posizione è cambiata radicalmente. Nell’ottobre 2025 re Carlo III ha avviato la revoca dei suoi titoli e delle onorificenze, e oggi l’ex principe vive a Marsh Farm, nella tenuta di Sandringham, dopo aver lasciato il Royal Lodge di Windsor. Il 19 febbraio scorso è stato arrestato dalla Thames Valley Police nell’ambito di un’indagine per presunta cattiva condotta in pubblico ufficio, tuttora in corso; a ottobre un giudice ha dichiarato illegittimi i mandati con cui erano state perquisite le sue residenze.
I precedenti nella famiglia reale
Per ritrovare un reale citato come testimone bisogna risalire all’Inghilterra vittoriana. Il principe di Galles, futuro Edoardo VII, comparve come testimone nel 1870 nel divorzio Mordaunt e poi, nel giugno 1891, nel processo per diffamazione nato da una partita a baccarat nella villa di Trany Croft. Il principe Harry ha deposto all’Alta Corte nel 2023, ma da parte in causa e per sua scelta, nell’azione contro l’editore del Daily Mirror.



