AGI – I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno arrestato Valter Lavitola accusato di essere il mandante dell’attentato dinamitardo al giornalista di Report Sigfrido Ranucci.
I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Roma su richiesta della procura.
Oltre a Lavitola, l’ordinanza eseguita dai carabinieri riguarda anche Gomes Clesio Tavares, destinatario anche lui di una misura in carcere. L’uomo, attualmente in Africa, secondo la procura avrebbe partecipato al progetto dell’attentato dello scorso ottobre davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report a Pomezia.
L’imprenditore Valter Lavitola è stato arrestato oggi dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta per l’attentato a Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report. Per i Pm è lui il presunto mandante ed è accusato di strage. Destinatario del provvedimento anche Gomes Tavares, socio-factotum di Lavitola.
I fatti risalgono all’ottobre dello scorso anno, quando un ordigno dinamitardo fu piazzato vicino all’abitazione del giornalista e distrusse due auto, quella di Ranucci e quella di sua figlia.
Dalle prime indagini alla misura cautelare
Nel luglio del 2026, i Carabinieri e la Procura di Roma hanno arrestato i presunti esecutori materiali e iscritto nel registro degli indagati Lavitola. L’imprenditore ha respinto sempre ogni accusa, così come lo stesso Ranucci. Oggi l’ulteriore colpo di scena con la misura cautelare contro l’ex direttore dell’Avanti.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dai Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ed è nei confronti di due persone, gravemente indiziate dei delitti di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, con l’aggravante di aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso in relazione alle indagini, avviate dopo l’attentato dinamitardo.
Il ruolo del presunto mandante e del socio-factotum
Valter Lavitola è accusato di aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Gomes di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo e di compiere l’attentato dimostrativo davanti alla villa del giornalista. Inoltre, lo stesso Lavitola avrebbe partecipato personalmente, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo esplorativo sul luogo del delitto in data 15 settembre 2025.
Tavares Gomes Clesio, in fase di rintraccio, ancora ricercato, facendo da raccordo operativo per conto di Lavitola, avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’autovettura del suocero.



