AGI – “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce nei suoi confronti”. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Israel Katz, dichiarando “lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese”. L’attacco è un’operazione congiunta con gli Usa. Lo ha riferito una fonte della sicurezza israeliana, citata dai media. Il New York Times, invece, citando funzionari Usa, ha precisato che l’attacco americano in corso contro l’Iran sarà molto più esteso di quello dello scorso giugno contro gli impianti nucleari.
L’attacco preventivo lanciato da Israele con Usa contro l’Iran è stato pianificato congiuntamente per mesi. E’ quanto sostiene una fonte anonima della sicurezza israeliana citata da Channel 12, secondo la quale Tel Aviv e Washington sono “sulla stessa lunghezza d’onda”. E’ previsto, ha aggiunto, che la “fase iniziale” dell’attacco congiunto duri quattro giorni. La tempistica degli attacchi iniziali è stata studiata per sorprendere gli iraniani, che non si aspettavano un attacco diurno.
L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars ha segnalato tre esplosioni nel centro di Teheran ed altre a Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah mentre l’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito di altre due esplosioni nella zona di Seyed Khandan a Teheran, probabilmente causate da raid missilistici.
L’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, non si trova nella capitale Teheran ed è stato trasferito in un luogo sicuro. Lo ha riferito una fonte ufficiale all’agenzia di stampa Reuters. Secondo l’Associated Press, almeno uno degli attacchi a Teheran ha preso di mira un’area in cui si trovano gli uffici di Khamenei.
Esplosioni sono state udite anche a Tabriz, nell’Iran nord-occidentale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Sabeerin, legata ai Pasdaran. Tra i siti attaccati a Teheran figurano il ministero dell’Intelligence, quello della Difesa, l’ufficio della Guida Suprema Ali Khamenei e l’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran.
Il ministro dei Trasporti israeliano Miri Regev ha ordinato all’Autorità per l’Aviazione Civile di chiudere lo spazio aereo israeliano ai voli civili, a seguito dell’attacco preventivo contro l’Iran. Le autorità hanno ordinato alla popolazione a non recarsi negli aeroporti fino a nuovo avviso. Le sirene stano risuonando in tutto Israele dopo che è stato annunciato il lancio di un attacco preventivo all’Iran, ma alla popolazione non è stato ordinato di andare nei rifugi. Il portavoce dell’esercito ha sottolineato che “si tratta di un’allerta proattiva volta a preparare la popolazione alla possibilità di lancio di missili nel nostro territorio”. “Al momento, non è necessario rimanere all’interno degli spazi protetti”.
Che fossero ore di grossissima tensione lo si era capito in questi giorni quando molti Paesi occidentali e anche la Cina avevano invitato i propri connazionali a lasciare l’area medio-orientale il prima possibile.
“Si consiglia ai cittadini cinesi in Israele di rafforzare le precauzioni di sicurezza e la preparazione alle emergenze, evitando di uscire se non necessario”, ha dichiarato ieri l’emittente statale Cctv. E l’allerta poco prima era stata data anche ai cinesi in Iran ai quali era stato detto di evacuare “il prima possibile”.
Stesso discorso per il Canada che sempre ieri ha invitato tutti i suoi cittadini in Iran a partire il prima possibile tenuto conto delle tensioni nella regione che rimangono elevate. “Canadesi in Iran: a causa delle tensioni in corso, le ostilità nella regione potrebbero riprendere con poco o nessun preavviso. Lasciate l’Iran ora se potete farlo in sicurezza”, ha dichiarato il governo. “Assicuratevi che i documenti di viaggio siano aggiornati e tenete scorte sufficienti nel caso in cui dobbiate rifugiarvi sul posto”, ha sottolineato il comunicato governativo.
Lunedì è stata l’India esortare i suoi cittadini a lasciare l’Iran dopo lo stesso monito lanciato da Polonia, Svezia, Italia, Regno Unito (che ha ritirato “temporaneamente” il personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran), Francia, Germania, Giappone e Spagna. All’inizio della settimana, l’Australia ha dichiarato di aver dato istruzioni ai familiari dei suoi diplomatici in Israele e Libano di andarsene, e che i suoi cittadini in entrambi i Paesi dovrebbero prendere in considerazione l’idea di partire prima che sia troppo tardi.
Segnali di un’azione militare imminente
Ovviamente anche il Dipartimento di Stato Usa ha dato ordine di evacuare al personale non essenziale dell’ambasciata in Israele. Per Axios, era il segnale che una campagna militare congiunta Usa-Israele contro l’Iran sarebbe stata imminente. Il sito Usa ha ricordaro che all’inizio di questa settimana, gli Stati Uniti hanno evacuato anche tutto il personale non essenziale e i loro familiari dall’ambasciata di Beirut e che l’ambasciatore statunitense Mike Huckabee ha scritto in un messaggio al personale dell’ambasciata che chiunque voglia lasciare il Paese dovrebbe farlo oggi.
Questo “probabilmente si tradurrà in un’elevata domanda di posti aerei”, ha sottolineato l’ambasciatore americano, esortando lo staff a concentrarsi “sull’ottenere un posto verso un qualsiasi luogo da cui poi si possa proseguire per Washington, ma la priorità assoluta sarà lasciare rapidamente il Paese”. “Non c’è motivo di farsi prendere dal panico”, ha aggiunto Huckabee, “ma per chi desidera partire, è importante pianificare la partenza il prima possibile”.



