AGI – Alcune migliaia di attivisti No Tav sono partiti da Venaus, in Val di Susa, sede del festival Alta Felicità, per raggiungere i cantieri dell’Alta velocità Torino-Lione. La manifestazione è presto degenerata in tensioni: a San Didero si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, mentre diverse centinaia di attivisti dell’area antagonista, incappucciati, hanno preso d’assalto il cantiere di Chiomonte.
Secondo quanto si apprende, negli scontri a San Didero alcuni manifestanti hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine. La polizia, in tenuta antisommossa, ha risposto con il lancio di lacrimogeni. Anche alcune camionette delle forze dell’ordine sarebbero state date alle fiamme.
La concessionaria autostradale Sitaf ha reso noto di aver chiuso per “motivi di ordine pubblico” l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. La chiusura è conseguente ai disordini che si stanno verificando in queste ore.
Il corteo dei No Tav e gli scontri
Ad aprire il corteo lo striscione “C’eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav”. Alla vigilia il prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna, aveva imposto il divieto di avvicinarsi alle autostrade e ai cantieri dell’Alta velocità, di coprirsi il volto e di detenere bottiglie di vetro, mentre la questura aveva emesso 14 tra daspo urbani e fogli di via da Venaus.
In precedenza una parte dei manifestanti aveva marciato verso il presidio dei Mulini, abbattendo i primi jersey, gli sbarramenti che delimitano l’area. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione stanno prendendo parte 20mila persone.
I commenti politici
La notizia si è rapidamente diffusa sui social e tra i siti di news. E poco dopo sono arrivati i commenti di partiti, ministri ed esponenti politici, pronti a condannare l’escalation.
Giorgia Meloni
“Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Salvini e la Lega
Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato la vicenda sui suoi profili social. “Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le Forze dell’Ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti”, si legge su X.
A questo si aggiungono le parole della Lega: “Ancora una volta, dietro la facciata di una manifestazione, i soliti teppisti hanno scelto la strada della violenza, lanciando pietre e bombe carta contro le Forze dell’ordine impegnate a garantire la sicurezza e la tutela di un cantiere strategico per l’Italia. Agli uomini e alle donne in divisa va il nostro più sincero ringraziamento per la professionalità, il coraggio e l’equilibrio con cui stanno affrontando ancora una volta una situazione complessa”. Lo dichiarano in una nota i deputati Elena Maccanti, segretario provinciale della Lega Torino, e Alessandro Benvenuto.
MANO PESANTE CON QUESTI CRIMINALI! pic.twitter.com/vYoPF63JL6
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) July 25, 2026
Antonio Tajani
“Vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell’ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all’economia e ai territori”. Lo dichiara Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia.
“Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, Guardia di Finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa”, aggiunge Tajani.
Il Movimento 5 stelle
“Esprimiamo vicinanza agli agenti feriti e condanniamo ogni atto di violenza contro le Forze dell’ordine avvenuto oggi in Val di Susa. Chi compie violenze non manifesta: delinque e fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla, perché si sposta l’attenzione dall’inutilità di un’opera dai costi fuori controllo e dallo spreco di denaro pubblico che ne deriva”. Lo affermano in una nota congiunta i parlamentari del M5S Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro.
“Un giorno di scontri serve a non parlare dei 14,7 miliardi di euro di costo, dell’aumento del 127% rispetto alle stime iniziali secondo la Corte dei conti europea, del fatto che sul versante italiano non è ancora stato scavato un metro di tunnel di base con la fresa. Oggi siamo davanti a un passaggio storico: per la prima volta fermare quest’opera è davvero possibile. E il primo passo concreto è la tratta Avigliana-Orbassano, i cui cantieri l’Europa chiede di avviare entro l’anno ma che resta coperta solo in parte e ancora in valutazione di impatto ambientale: lì si può dire basta e dirottare quelle risorse sul trasporto pubblico che la valle aspetta da anni”, aggiungono.
Matteo Renzi
“I No Tav che hanno assalito i cantieri e bruciato due camionette dei carabinieri sono dei criminali che devono pagare. Solidarietà alle forze dell’ordine, ai viaggiatori costretti a disagi vergognosi e ai cittadini della Val di Susa”. Lo scrive sui social network Matteo Renzi, leader di Italia viva-casa Riformista
Carlo Calenda
“Assistiamo ad un’escalation quotidiana di violenza da parte dell’estrema sinistra antagonista. La nostra solidarietà va alle forze dell’ordine. Gli autori di questi attacchi vanno identificati e puniti con la massima severità. Nessuna contiguità di amministratori e parlamentari con questi delinquenti che agiscono a viso coperto può essere tollerata, a Bologna come in Val di Susa”. Lo sottolinea il leader di Azione, Carlo Calenda.
Maurizio Lupi
“Quelle che arrivano dalla Val di Susa sono notizie e immagini di intollerabile e ingiustificabile violenza. Gli assalti delle frange antagoniste ai cantieri di Chiomonte e San Didero non sono una legittima espressione di dissenso ma atti di guerriglia contro un’opera strategica e contro lo Stato. La condanna della politica sia unanime, estremisti e violenti vanno isolati senza ambiguità. Alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, impegnati a difendere la legalità e la sicurezza, tutta la mia solidarietà e quella di Noi Moderati”. Queste le parole di Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Angelo Bonelli
“Condanno senza se e senza ma le violenze che si stanno verificando in queste ore in Val di Susa. Si tratta di azioni assolutamente inaccettabili, che non hanno alcuna giustificazione e che contribuiscono soltanto ad alimentare un clima di tensione che va respinto con fermezza”. Lo ribadisce Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. “La difesa del territorio, dell’ambiente e dei diritti delle comunità si afferma con la mobilitazione democratica e con la non violenza. Chi usa la violenza danneggia tutti noi”.
La denuncia del Coisp
“Gli antagonisti sono riusciti a entrare nel cantiere di Chiomonte. Il piazzale antistante il tunnel è stato invaso da centinaia di violenti che hanno dato vita a una vera e propria azione di guerriglia, incendiando quattro mezzi di servizio, due dei Carabinieri e due della Guardia di finanza. Il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine al momento è di circa 60, ma il numero è ancora provvisorio e purtroppo è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore”. Ad affermarlo è Domenico Pianese, segretario generale del Coisp.
“Per fronteggiare un attacco di queste dimensioni – ricorda – è stato necessario impiegare un imponente dispositivo dei reparti mobili della Polizia di Stato, con 120 operatori di Torino, 100 da Genova, 60 da Roma, 50 da Bologna, 40 da Milano, 40 da Firenze, 40 da Padova, 30 da Bari, 30 da Senigallia e 20 da Napoli, per un totale di 530 poliziotti, ai quali si aggiungono gli altri appartenenti alle forze dell’ordine impegnati sul posto. Donne e uomini che hanno affrontato il lancio di pietre, bombe carta e altri oggetti, rischiando ancora una volta la propria vita per difendere lo Stato”, aggiunge.
“Chi oggi ha assaltato un cantiere, incendiato mezzi delle forze dell’ordine e aggredito gli operatori in servizio non può essere definito un manifestante. Questi delinquenti devono essere identificati uno a uno e perseguiti con la massima severità. Lo Stato deve dare una risposta ferma, perché nessuna causa può mai trasformarsi nel pretesto per organizzare spedizioni violente contro chi è chiamato a far rispettare la legge”.



